Mi sa che fuori é primavera

primavera
Non mi aspettavo un libro così profondo ed intenso.
Una storia vera, di vita.
Una mamma privata delle proprie figlie, portate via dall’uomo che un tempo l’ha amata tanto.
Un fatto di cronaca che ha portato a numerose riflessioni ed a un triste e crudele interrogativo: come ha fatto quella donna a non accorgersi di niente?
Ce lo spiega la stessa protagonista attraverso la voce narrante della De Gregorio.
Più che cronaca nera questo romanzo mi appare un inno alla vita.
Si può amare di nuovo dopo aver perso le tracce delle proprie figlie?
Si può ancora donare la propria fiducia dopo aver subito un tradimento così infimo e spietato?
La risposta, di certo, non può essere univoca e conciliante.
Irina risponde così: si, si può tornare ad amare, a vivere.
Fuori il sole splende ed è piacevole la brezza che ci porta il vento.
Il calore ci travolge dentro e porta alla luce, alla voglia di dare.
Nuova energia nel corpo, diverse possibilità.
Ricominciare la propria vita con un uomo accanto che non è quello che ti ha privato del futuro.
Perchè, come dice Irina, a mancare non è un figlio, ma quel figlio, proprio quello che si è perso.
A mancare sono proprie le sue gemelline, quelle che a sei anni sono state portate via dal proprio padre e non sono mai state ritrovate.
A mancare sono solo loro, le loro voci squillanti, le loro personalità così marcate e squisitamente differenti.
E allora, cosa resta della vita dopo tutto questo dolore?
Cosa c’è dopo così tanta sofferenza?
Il dolore resta, certo. Così forte e pesante non può andare da nessuna parte.
Ma è incredibile come l’animo umano possa rimanere attaccato così saldamente alla vita.
Perchè la vita porta sempre nuove speranze e sapori.
Il sapore di ricominciare, di continuare ad andare avanti, a sperare ancora nella vita e nelle risorse di ogni essere vivente.
Dopo il dolore ci può ancora essere la vita.
E ancora l’amore. Senza privarsi dei ricordi.
Luna

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Il lago

il lagoEterea leggerezza. Nuvole azzurre che corrono.
Passi svelti e silenziosi. Sorrisi incerti e accoglienti.

Che meravigliosa sensazione. Che parole tiepide e splendenti.
L’amore al centro del mondo. La paura di innamorarsi, un’ombra sottile.
Due anime che si incontrano davanti ad una finestra.
La voglia di stare insieme, prova decisiva.

Un passato che brucia e assale la vita di ogni giorno.
La ricerca della verità evitando di soffrire e distruggersi ancora.
Un lago. Visione limpida ed immobile.
Vite indomabili attorno all’acqua che scorre e non ritorna.
Tre bambini rubati ad una giovinezza spensierata e magica.
E magia ovunque, in ogni cosa.
Previsioni di cose lontani, di una vita ancora in divenire.
La salvezza della fuga. Il riparo delle amicizie.
E murali dipinti da fantasmi scatenati e muti.
Che pace proviene dal profondo delle cose.
E le parole riempiono crudeli destini.
Mentre insieme si cammina lentamente. 
Ma leggeri.
Luna

Una lacrima color turchese

mauroSarebbe stato perfetto per il periodo natalizio, ma visto che Natale “dovrebbe” essere ogni giorno, ho deciso di pubblicare ugualmente questo articolo per portare all’attenzione di tutti un libro leggero ma tanto significativo.
E’ la notte di Natale. Un paese come tanti.

Le campane risuonano ovunque portando messaggi di speranza e spiritualità. La neve cade leggera. Gli animi sono sereni. I fanciulli felici.
La chiesa accoglie i fedeli pronti ad aprirsi davanti al buon Dio mentre intorno dilagano le buone intenzioni e i propositi di una dolce eternità.
Si respira del buono. I cuori formicolano di bontà e benessere.
Cosa potrebbe turbare questa inerme realtà? Quale malefica magia?
Semplice, il Bambin Gesu’ sparisce misteriosamente.
Proprio così, il Bambinello.
Ogni presepe ne risulta sfornito. Eppure c’era nei giorni precedenti. 
Il panico dilaga tra il popolo. Chi avrà osato rubare le statuine?
Forconi e imprecazioni diventano l’unica arma disponibile.
I buoni propositi vengono rimandati a periodi più fertili.

Le famiglie vanno alla ricerca degli infami profanatori di presepi.
Il silenzio che accompagnava candidamente il periodo dell’anno più atteso si trasforma, in un attimo, in rancore coagulandosi nel cuore degli uomini.

Inizia la guerra. Televisioni, giornali di tutto il mondo parlano del fenomeno che ha assunto dimensioni mondiali.
In tutta la terra manca il Bambin Gesù. E credetemi, non è cosa da poco.
L’unica reazione possibile è trovare il colpevole. Quella impensata invece è il non cercarlo.
Perchè dare la colpa a qualcuno poi? A quale scopo?
Nessuno vuole cercare dentro se’ la ragione di questa mancanza.
Tutti cercano un uomo dimenticando di guardare se stessi. Come sempre.
I problemi nascono dalla mancanza di vergogna e turbamento. 
Gli occhi che soffrono sono sempre gli stessi.
La voce della coscienza è profondamente in coma dentro di noi.
E una sparizione improvvisa invece di portare il dubbio, genera solo violenza.
Inutile negarlo. Tutto l’universo è così.
Chi possono mai essere questi mostri in grado di provocare tutto questo?
Chi questi inermi spettatori?

La risposta sfugge incerta e poi ritorna. Noi.
Luna