L’imprevedibile viaggio di Harold Fry

Una normalissima mattina di una giornata qualunque, un uomo – davvero qualunque – riceve una strana lettera.
Forse  il postino ha sbagliato nel consegnarla, o forse ha semplicemente confuso l’indirizzo.
Ma no, è proprio per lui, per il vecchio Harold.
Lettera da un’amica lontana, tempo passato che sembra perduto.
Ma niente è ancora veramente perso, qualcosa Harold può ancora fare per salvare la sua amica da una lunga e tremenda morte.
Può Camminare. Raggiungerla per impedirle di andar via.
A volte le decisioni degli altri sembrano ridicole, ma mentre leggevo le parole di Harold e i suoi pensieri, riuscivo a percepire dei motivi molto forti che lo spingevano a fare un viaggio così lungo a piedi.
Solo che ancora le sue motivazioni non mi erano chiare. Volevo sapere di più. E anch’io ho proseguito.
Insieme io e lui abbiamo fatto non so quanti chilometri, strade immense si presentavano davanti ai nostri occhi mentre noi non possedevamo più la forza necessaria per continuare ad andare avanti.
Eppure a volte non si ha davvero nessuna scelta.
Le scene sembrano ripetersi in successione, ma niente è uguale.
La gente sembra felice di accogliere i viandanti stanchi, li cura, li nutre, gli da’ la propria benedizione e li avvia verso quella che è la porta che apre tante  innumerevoli strade. Ognuno con i propri pensieri. E con i propri dolori.
Il viaggio di Harold forse non è proprio così lungo. Ma andava iniziato  in quel momento. Proprio in quella mattina.
La storia è commovente, non mi sono mai annoiata mentre la vita di due persone – nate per stare insieme – mi si spiega davanti senza remore né ombre.
Magari avessi il coraggio di farlo io quel viaggio. Da tempo vorrei avventurarmi a Santiago e intraprendere quel cammino. Non che sia la stessa cosa, ma almeno è un inizio.
Eppure mi sembra che di viaggi ne ho fatti già tanti. All’esterno e all’interno di me stessa.
E Harold  ormai lo scorgo ad ogni angolo della mia via. E della mia vita.
Luna

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