La relazione

la relazioneUn giallo psicologico e non solo. Una trama abilmente intrecciata e contorta.
Niente di scontato. Neanche l’epilogo.

Magia di un incontro. Amore di una notte.
Un uomo sposato e retto si ritrova al centro di una storia che ha poco di casuale e troppo di verità.
Un intrigo lo vede come protagonista poichè tutti puntano a lei: la relazione.
A volte poche parole possono mettere in gabbia molti uomini e un contatto d’amore può rovinare anche la più ingenua delle anime. E se poi è il desiderio a bussare alla propria porta, allora nulla può essere lasciato al caso e il destino sembra volgere ad una fine inattesa e insperata.
Camilleri è audace e voglioso. La sua scrittura è semplice e flessibile.
La storia sinuosa ed elegante. 
Appena a metà del libro ho tirato a indovinare a scoprire chi potesse essere quel burattinaio capace di ordire una simile storia e muovere le pedine di un solido incontro.
Ma la fine no, quella non riuscivo ad immaginarla.
E poi leggendo l’ultimo capitolo.. ecco che l’amaro in bocca che raggiunge il mio palato finanche ai miei pensieri.
Camilleri lascia sospeso qualcosa di importante. Ed è la fine quella che manca. Ci lascia liberi di interpretare. Spazio alla fantasia.
Poi distratta volto pagina ed eccola immobile, la fine.
Leggo e le parole mi colpiscono delusa.
Avrei voluto si fermasse li’.
A prima del disperato bisogno di spiegare qualcosa. Prima dell’evento tanto atteso.
Ed io voglio pensare che, in fondo, sarebbe stato meglio non sapere.
Voglio tenacemente portare avanti quell’oblio che mi ha rapita in poche ore.
E mi fa chiedere come si può scrivere così, semplicemente ed irrimediabilmente, superbamente.
Luna

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IL colore del latte

latteImmaginate una persona che scrive con difficoltà facendo tanti errori.
Pensate ad una storia semplice e non proprio travolgente.
Scoprite un finale inaspettato ed insolito.
Ecco, il libro è tutto questo. Decisamente disarmante.
Mi sono approcciata al racconto con molta curiosità, non ho sfogliato le pagine in libreria come invece faccio sempre….
Tornata a casa la scrittura si apre verso frasi composte da parole spontanee, scarse di punteggiatura.
La storia lineare e scorrevole. Una famiglia di contadini. Quattro sorelle.
Mary è la più piccola, i capelli color del latte e una gamba più corta dell’altra.
Una giovane esistenza piena di violenza. Le barbarie del padre, una madre assente, la dura vita dei campi.
Quando il parroco decide di chiamare a sé la ragazza per un aiuto in casa, per Mary si aprono nuove prospettive e l’idea di una vita migliore. La fanciulla non può certo sapere che quello è l’inizio di un cammino che le porterà tormento e delusione.
I personaggi vengono descritti in maniera accurata e attenta dalla voce narrante che è proprio quella della stessa Mary.
La protagonista racconta la verità su una vicenda che la vedrà vittima e carnefice allo stesso tempo,  mettendo in luce il bisogno di tenerezza e il senso di colpa che possono nascere dai desideri più profondi dell’anima.
Imparare a leggere e a scrivere diventano per lei delle vere priorità. Riuscirà a sopportare minacce e tensioni pur di ottenere quella che lei chiama libertà.
Qualcosa che dovrà pagare a caro prezzo.
Questo libro mi ha un pò lasciato l’amaro in bocca.. come se mi aspettassi qualcosa di diverso, qualcosa che mi è mancato…
Magari perché non si tratta del solito thriller mozzafiato.
Forse perché la storia è così semplice e misurata da sembrare banale.
Ma niente può portarmi a dire questo. Proprio nulla.
Si, forse non è la storia più moderna e coinvolgente che io abbia letto. 
Forse non ci sono personaggi indimenticabili che ti toccano il cuore. 
Ma è davvero il ritratto perfetto di una vita vissuta tra lavori faticosi e uomini crudeli.
La vita che si viveva quando i padri erano i padroni dei loro figli.
Quando la prole era utile solo per il lavoro che poteva realizzare.
Quando le donne contavano niente ed “ubbidire” era la sola cosa buona che potevano fare.
Non si racconta di una giovane donna che si è ribellata a tutto questo. 
Mary ha sempre seguito le regole. Fino alla fine.
Le sue parole giungono da un luogo lontano… dove non splende più il sole.. dove la sua fattoria ormai è un ricordo perduto… 
Un luogo dove il pianto del suo bimbo è soffocato dal silenzio della propria voce.
Nell’attesa del giorno che verrà. L’ultimo.
Luna