Mia vita cara


Pozzi
Non credo di aver mai parlato di poesia qui nel blog.

E infatti, non è che io me ne intenda molto.
Di poesia non riesco a discutere, forse perchè dentro di me ho paura di sminuirla.
Non saprei cosa dire, che parole usare.
Perchè le parole le usano tutte loro, i poeti.
La realtà la dipingono, la fanno suonare. Di canto, di musica.
Di Antonia Pozzi invece saprei cosa dire. Non è difficile.
Credo sia importante dire che è morta suicida a soli 26 anni.
Non è una notizia irrilevante.
Figlia di un padre dalla forte e marcata personalità, vittima dei tempi, mai come la figlia.
La famiglia crea in noi delle aspettative che a volte si sanno cavalcare e a volte comprimono.
Antonia ne è rimasta avvolta ferocemente fino a rimanerne stritolata.
Cosa desiderava per se stessa trapela dai suoi scritti, riusciamo quindi ad immaginarlo.
Voleva una vita insieme, voleva alcune anime, non altre.
Desiderava essere figlia dei suoi tempi e non vittima.
Cuore fragile, sangue tormentato.
“ed io lì sotto
come un cencio cinerino
in cui la gente incespica
ma che non val la pena di raccogliere
lo si stiracchia un po’ di qua e di là coi piedi
e poi
a calci
lo si butta via”.
Questa è Antonia.
Luna

Lincoln nel Bardo

lincolnlincoln 2
Stupore, e mi appare la notte.

Inquieta e vigile, ormai stanca.
La prendo sotto braccio e non ne ho più paura.
Mi sento protetta ed inerme.
Così questa scrittura, pacata ed irrefrenabile. Magnifica.
Attenta ad ogni particolare impercettibile.
Racconta racconta.
Narra di un luogo in cui i morti non sanno di esser tali e non capiscono.
Mal comprendono le dinamiche nuove e si arrovellano per anni.
In quel luogo a noi sconosciuto va il defunto Lincoln.
Piccolo uomo dal futuro inebriante e austero.
Smarrito si ritrova a vagare. Piccole anime in suo soccorso.
Fantasmi di ieri e di domani, spiriti erranti.
Travolto da oscuri presagi e violente narrazioni, il bimbo osserva ed insegue.
Alla disperata ricerca di un padre che non riesce ad accettare la perdita e il distacco.
Un padre che è anche un uomo, un politico, un marito.
Un uomo che non riesce a separarsi da un corpo ormai sfatto.
E commuove. 
Il lento andarivieni dei pensieri angoscianti.
L’inesorabile vita umana che se ne va quando vuole.
Un bacio, l’ultimo, che conduce alla fine.
E le azioni, che finiranno senza scelta, da compiere ogni giorno, per anni.
In attesa del domani.
Del prossimo, definitivo, abbraccio.
Luna

Lettera al padre

padreQuesto libro mi ha davvero straziata dentro.
In maniera completa. Senza remore.
Sono stata male per un pezzo. E mentre lo leggevo il dolore immergeva i miei pensieri rendendomi cupa e cosciente.
“Mio padre è diverso” mi dicevo. Io sono diversa.
Dopo aver capito che i padri sono tutti uguali, in fondo ho maturato l’ idea che i padri sono veramente tutti diversi.
Sono tremendamente perfetti nel loro involucro di autorevolezza e potenza.
Sono fortemente simili nel desiderio di felicità per i loro figli.
Sono vulnerabili e imprecisi. Sono forza ed energia fatta a pezzi per confondere.
La lettera mi ha turbata nel profondo.
Come mi vedeva, mio padre, mentre  crescevo? Quanto l’ ho deluso?
Quanto mi avrebbe voluta diversa? Quanto meno testarda?
Niente di certo ho in mano in questo momento della mia esistenza.
Sempre più debole e persa oggi.
Ma papà, quanto ti amo io.
Il mio amore commuove me stessa perché non riesce ad esplorare la tua vita.
Non riesce ad avvolgerla come vorrei. E mi muore dentro.
Anche tu mi hai travolta spesso con i  tuoi rimproveri.
Ma le aspettative sono quelle che feriscono di più.

Quando fai fatica a capire la tua strada, e gli altri sono lì che aspettano la tua prossima mossa.
Quando non sai proprio quale attenzione sia rivolta, veramente solo a te stessa. 
Quando ad un tratto ti accorgi che sei grande e tuo padre ancora di più.
E se l’amore mi muore dentro, qui dentro lo conservo.
Papà quanto ancora da me ti dovrai aspettare..!
Fiducioso e attonito mi scruti in fondo.
E l’amore lo trovi. 
Perchè esso trabocca dal mio cuore.
E pensare di perderti mi devasta dentro.
Mentre piano piano, lentamente, mi addormento.
Luna

Al “cavallo bianco” più veloce del mondo.
Ti sono accanto. Correndo.
Auguri papà.
Stefania