A sangue freddo

sangue
Di crimini efferati ce ne sono davvero tanti.

La cronaca nera è piena di casi irrisolti e di killers diventati quasi dei miti, costruendo una figura atipica di criminale e disperato della società moderna.
Giustificazioni? Non possono essercene.
Non quando una persona scompare perchè inghiottita dalla nebbia, travolta da una mano feroce pronta a deturpare la sua esistenza.
Una famiglia come tante, anzi no, meglio.
Una famiglia modello. O quasi.
Figli entrambi da costruirsi. Mamma depressa. Papà vincitore.
Una vita che si evolve nel tempo.
Giochi, paure, speranze.
Parole, risate e poi, d’un tratto, la morte.
Arriva silenziosa, travolge le case, realizza gli incubi più sconosciuti degli uomini.
Trucidati. Tutti.
Un paese sconvolto dall’angoscia e dal bisogno di sapere: è uno di noi? Chi tra noi?
Capote ci racconta come il passato possa essere devastante per le menti giovani e modellabili. Ci narra di un’umanità blasfema.
Anime bipolari alla ricerca di conferme.
Assassini sordi che nulla, invece, possono rimproverare ai ricordi.
Infanzia spezzata. Speranze disilluse.
Il carcere, la morte, la pena di morte.
Cronaca, narrativa, romanzo, racconto.
Classificabile in mille modi diversi, voce narrante di una verità contorta e inimmaginabile.
Orrore della scoperta, uomini persi.
A soffermarmi sulle due personalità scoperte per caso, ma così diverse, posso dire di non averci dormito la notte.
E se la giustizia trionfa, la verità uccide ancora una volta.
Muoiono i buoni propositi, le idee semplici.
Svanisce l’umanità della pena e si disintegra l’animo umano.
Si perde il colore del mondo e il rumore della corda  penzola nel vento.
Luna

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La natura esposta

natura
Con una delicatezza di linguaggio De Luca ci trasporta in un mondo fatto di montagne e confini, di mari e zone d’ombra. Di natura esposta.
Della natura che non è solo quella da scoprire esplorando, ma è intrisa di viscere e sangue, di vita.

La natura fatta di ossa e vene pulsanti. Fatta di umanità.
Così come si trova in noi, era tale in Gesù al momento della crocifissione.
Un particolare scultore deve quindi raffigurarla tale e quale in un uomo a grandezza naturale ma con il cuore di marmo.
E dal marmo rinascerà. Da lì avrà inizio un’infinità di cose nascoste e celate.
Fatte di mare e d’amore.
Verranno fuori verità grandi come la neve d’inverno e profonde come l’anima di chi le colleziona.
Scoprirà che l’arte non è peccato e che negare il proprio talento equivale a non averlo. 
Che bisogna riconoscere i doni che la natura ci ha donati ed imparare ad esserne grati.
Una poesia del racconto simile ad un’anima vagante.
Non sempre sono riuscita ad apprezzarne lo stile e la tecnica ma stavolta De Luca mi ha proprio incantata.
Mi sono persa in una natura buona, in un’ottima narrazione, in una gradevole storia di crescita senza età.
Non solo boschi e foreste, ma anche il mare di Napoli con la sua naturale bellezza.
E ancora una volta mi dico che saper scrivere non è da tutti e che riuscirci è paradiso.
Alla fine delle pagine tutto si adempie e il lavoro è fatto.
Provo come una soddisfazione interna nel riconoscere le qualità altrui quando sono proficuamente utilizzate nel tempo.
Una serenità e pace simili ad un volo al tramonto di ali sicure e fresche.
Di una voce che racconta la sua vita lontana.
Di un respiro capace di raccogliere l’eternità. Vivendo.
Luna

Le signorine di Concarneau

signorineNessuno come Simenon riesce ad analizzare una vita.
Grazie ad un piccolo, e a volte, insignificante episodio l’esistenza dell’uomo viene esaminata a secco e scandagliata nelle sue piccole forme e abitudini.

Un artista. Niente da dire.
Le piccole miserie dell’esistenza. La vigliaccheria. Le paure.
A volte è la storia di un’anziana coppia.
In altre invece, un giovane figlio perduto.
Questo romanzo, in realtà è incentrato su diversi rapporti.
Fratello e sorella.
Uomo e donna.
Madre e figlio.
A fare da cornice, un paese abitudinario fatto di gente tranquilla e lavoratrice.
Un pescatore che oltre ad essere un uomo maturo è anche un bambino alle prese con le attenzioni delle sorelle, padrone assolute dei suoi vizi e dei suoi amori.
Una tragedia che sarà un’occasione di libertà. Da prendere al volo. Per non morire.
Scene quotidiane di amore egoista e insano.
Affetti sconfinanti in legami possessivi e chiusi.
Forse a volte noi stessi non ci accorgiamo di come sia difficile camminare con le proprie gambe.
E’ molto più semplice poter confidare sulle scelte degli altri, quando sono gli altri a scegliere per noi.
E ad un tratto la vita ci appare vuota. Non vissuta.
Abbiamo rinunciato ad un amore perchè alla nostra famiglia non piaceva.
Oppure abbiamo abbandonato l’idea della felicità perchè urtava con il pensiero collettivo…
Quante volte siamo condizionati dagli altri. Dalla loro opinione. Dal loro assenso.
E se invece fosse più semplice spiccare il volo… allontanarsi dalla paura del consenso, della delusione.
Non è mai cosa facile. A volte il condizionamento è addirittura invisibile.
E se avessimo avuto accanto persone diverse, la nostra vita sarebbe stata sempre la stessa?
Se avessimo dato ascolto solo alla nostra voce…
Se solo riuscissimo ad urlare più forte degli altri..
E sentire veramente solo noi stessi.
Luna