Uomini e topi

topi
Racconto capolavoro.

Da leggere, assolutamente.
E’ la storia di due uomini, della loro amicizia e della separazione.
Esperienza da fare, viaggio da condividere.
Sono gli anni in cui si moriva di fame, i lavoratori andavano alla ricerca di un posto in cui fermarsi e di una vita da raccontare.
I tempi bui della fatica fanno da sfondo verso i passi dei due protagonisti che convergono verso una fattoria che offre una scappatoia dalla fuga.
Uno esile e sveglio, l’altro grosso e taciturno.
Uno che lavora con la lingua, l’altro con le mani spezza l’esistenza.
Campioni per un giorno, tessitori di sogni.
E’ un romanzo fatto di speranze, verso la realizzazione di un desiderio comune.
Possedere un pezzo di terra rappresenta la libertà da una schiavitù fatta di comando e sudore.
Evitare la lite, sopportare oltre ogni limite pur di raggiungere la libertà.
E, anche se per poco, ci ho creduto veramente, seppur un tremendo destino veniva annunciato da tempo.
Ci ho creduto per un attimo, come ci hanno creduto loro.
Non ci ho creduto più, quando il presagio della fine incombeva dietro l’angolo.
Non ci abbiamo creduto mai, abbiamo solo sperato che finisse quanto prima.
E la fine è arrivata. In anticipo.
L’abbiamo vissuta con loro, con entrambi.
Mentre l’altro parlava e si scusava nel vento.
E il suo amico sognava con il volto attento.
Entrambi celavano un segreto.
Entrambi morivano sul colle dell’attesa. E del dolore.
Luna

Cortile nostalgia

cortile
Mai parole  mi sono apparse 
così belle come quelle spese dalla Torregrossa per la mia amata città.
Palermo è una donna selvaggia, al contempo elegante, da scoprire e coccolare pian piano.
Dentro un cuore che palpita di sfrenata speranza, Palermo conserva un’anima ardita e preziosa, un gioiello di raffinata storicità di valore ineguagliabile.
Palermo è sana, memore di irrequiete battaglie, con sangue rosso che scorre nelle sue vene pulsanti di vita.
Tra quelle strade vive e ribelli si annidano storie di gente comune.
Vite e amori si intrecciano nei giorni carichi di sacrificanti e laboriose scelte, attimi di giorni qualunque, carichi di nostalgia e profondo distacco.
Troveremo una famiglia dilaniata dalle mancanze di affetto, sentimenti poveri di spontaneità, gesti  rapiti dall’indifferenza e oscurità.
Padri non educati ad esternare le emozioni, madri non più donne dietro il ruolo di massaie instancabili.
Figlie pronte a cambiare il mondo per poi spostarlo solo un pochino più in là.
Mamma Africa pronta a raccogliere le briciole di un’umanità lacerata dalla inevitabile povertà, sempre più pronta ad accettare l’umile ed il diverso.
Parole e linguaggi fatti di segni e sfide.
Rivoluzioni in grado di cambiare il mondo e farlo tornare al punto d’inizio.
Tutto questo è la Sicilia, è Palermo, anima buona, è l’Albergheria, quartiere popolare dove tutto va e tutto ritorna.
Immergetevi nei sapori e nei gusti caldi della mia colorata terra.
Rinascete in un mondo fatto di buone intenzioni e tiepide virtù.
Conoscerete la magia dell’intenso e la voglia di cambiare qualcosa.
Il tutto e il niente.
Luna

 

Il deserto dei tartari

tartariLa capacità di attendere.
Sperare davvero in qualcosa che arriva da lontano.
Che dovrebbe arrivare. Da molto lontano. I tartari.

Buzzati ha creato tutto un mondo concentrato in un unico grande monumento: la fortezza.
Sembrerebbe un qualunque ausilio militare. Un luogo dove esercitare attività di vigilanza e controllo dei confini.
L’apparenza inganna. E’ una prigione.
Di pensieri e volontà. Gli uomini sono totalmente assorbiti da essa.
Si muovono lentamente e volutamente si amalgamano alle sue mura e ai suoi insegnamenti.
Le idee non restano in mente. Vengono ingoiate dalla calce e dagli anfratti nascosti nel cuore della muraglia.
Sotterranei cupi al centro della propria testa.
Certezze diventate ormai oblio.
Difficile, a volte impossibile, uscire da quella sicura quotidianità.
Turni regolari. Parole d’ordine che si susseguono nel tempo. 
Fucili pronti a sparare. Attese folli di vita.
Uomini pazienti e miranti. I Tartari arriveranno.
Nel vedere trascorrere gli anni della propria vita i pensieri si affollano, all’inizio, incuranti delle paure e perplessità.
Alla fine essi si fanno più radi ed incolti, svuotando la mente dall’angoscia ed ambizione.
Quello che c’è basta e ciò che deve arrivare arriverà.
Prima o poi.
E in un modo assurdo e geniale, i giorni si susseguono.
Istanti e momenti diventano anni.
E gli anni il nulla.
E il giorno dell’attesa, l’eternità.
Luna