Crepitio di stelle

“A volte credo che invece le cose vadano proprio al contrario: chi chiede poco si vede offrire tutto, e chi non ha a cuore niente raggiunge la libertà. E più di così non si può avere. Se solo riuscissi ad impormi di non voler nulla!”


Alla fine ti affezioni a tutti loro.
Al signor Boovar che di notte fa il pane mentre ascolta la musica.
Al vecchio proprietario della biblioteca seduto sullo sgabello di legno.
Al bisnonno, anima vagante e inquieta, e alla bisnonna che tira avanti senza guardarsi indietro.
Ci si affeziona al ragazzino che racconta, alla sua matrigna silenziosa e smunta.
Al suo povero papà, rimasto solo troppo presto, e alla vita che cambia veste ma non sentimento.
Mentre il racconto prosegue ci si affeziona agli eventi, alle pinne di foca, al freddo che non perdona, alle infrazioni giustificate.
Ci si affeziona alla vita che continua, alle perdite necessarie, al verificarsi degli eventi.
Si impara ad amare la scrittura cristallina di una mente lucida e attenta. Ad apprezzare i passi di una storia che vuoi rileggere per riuscire ad afferrarli ancora.
Nomi che non vengono dati, volti che puoi solo immaginare.
Stefansson mi ha stupita per la sua delicatezza, per avermi saputo donare crepitìi di stelle, musi infreddoliti, amori ricambiati.
Uno scrittore che mi piacerebbe incontrare di nuovo per poter assaporare un’altra storia.
Il fuoco del ricordo si spegne mentre il ragazzino racconta ancora.
Luna

Il Gattopardo

downloadMi è piaciuto fortemente il senso di curiosità che ti ispira la lettura di questo romanzo storico.
Mentre le pagine scivolavano via dalle mie dita, piccole  pause distoglievano la mia attenzione dal principe Fabrizio per ripassare mentalmente la storia di quei tempi. Il 1860. Periodo storico interessante e rivoluzionario. I Mille avanzano con a capo Garibaldi e i nobili prevedono una nuova ascesa al trono. Un nuovo Re.
Tutto fa paura. Il cambiamento.
In un clima di moti e ideologie faremo insieme ai Salina un pezzetto di strada soffermandoci soprattutto sulla vita dello zione Fabrizio. Che personalità felina e imponente. Che pensieri preziosi, pregni di grandi verità.
Ricordo bene il discorso che fece a Chevalley rifiutando di diventare Senatore  del Regno.
Parlò della Sicilia. Di questa terra di fuoco e speranze.
Dell’orgoglio siciliano, della sua presunzione.
Dell’illusione di una perfezione mancata. Dei mille popoli dominatori.
Dei tanti colori e pensieri.
Di un popolo che dorme e che aspetta che gli altri cambino le cose.
Mi ha colpita come non credevo e portata a riflettere sul cambiamento.
Venti che hanno soffiato e che invadono ancora.
Uomini dittatori che hanno fatto la storia.
Una terra che forse dorme ancora. Uomini che credono che non c’è nulla da cambiare.
E mentre la bellezza di secoli corre dietro agli sbagli e ai ripensamenti, la stanza si riempie di musica e all’improvviso inizia un valzer.
Ed eccoli insieme, Angelica e il suo bel Tancredi.
Forse l’amore è sfuggito in un attimo. Forse nascosto dalla passione giovanile.
Ma tutti noi ci abbiamo creduto fermamente.
E mentre l’ultimo Gattopardo muore ricordando la propria vita, io mi riempio di amarezza nostalgica.
Ancora la musica suona. 
E con lei lo scrosciare di fresche risate.
Luna

Gilgamesh

Difficile conoscere la storia di Gilgamesh.
Tale epopea è un ciclo epico di ambientazione sumerica scritto su tavolette d’argilla risalente a circa 4500 anni fa.
E’ una storia davvero emozionante e coinvolgente.
Narra di un re tiranno e cattivo, nonostante abbia tutte le fortune del mondo Gilgamesh è un’anima feroce ed irrequieta. Un giorno incontra un uomo che è forte almeno quanto lui ed indomabile poiché nato e cresciuto nei boschi sconfinati: Enkidu.
I due uomini si scontrano, ma la lotta finisce alla pari. Nel momento in cui i  loro occhi si incontrano, l’uno vede nell’altro la fiamma forte che gli arde dentro. Entrambi capiscono di aver trovato una persona speciale in grado di colmare il vuoto che si portavano dentro. Vuoto che solo l’amicizia può riempire.
Come due autentici fratelli vivono avventure emozionanti e insieme si sentono più forti.
Tuttavia all’improvviso Enkidu comincia a spegnersi e in breve tempo muore.
Il dolore di Gilgamesh lo sento forte nelle mie vene.
Un vero amico è un compagno per il tuo cuore.
Rimedi alla morte non ce ne sono. Neanche per un re. L’unica cosa possibile è ricordare i momenti felici passati insieme e far vivere la persona amata per sempre nel proprio cuore.
Gilgamesh diviene un sovrano saggio e amato da tutti. La sua tirannia sarà presto dimenticata.
Questa storia mi ha preso profondamente.
Ne ho persi di amici preziosi, tanto che per un momento ho pensato che da me si va soltanto via.
Piango ancora silenziosamente e non li ho mai dimenticati. Li amo ancora tanto.
Loro erano il sole delle mie giornate. Io la loro luna.
Quanti caffè presi tra sorrisi emozionati, quanti pensieri mentre si guardavano le stelle.
Anche se in cuor mio so che questi momenti non torneranno mai più, non posso fare a meno di continuare a pensarli.
Un vero amico è un compagno per il tuo cuore.
E per me lo è ancora.
Luna

                                                                                             Dedicato ad Emanuele e Angelo.