Kafka sulla spiaggia

kafka
E’ una storia a due voci. Un vecchio e un ragazzo.

Lo specchio di una vita che si sta spegnendo verso una realtà che sta appena iniziando.
Il romanzo è lento, ma scorre veloce nella mia mente inondandone i pensieri.
Perchè la vita a volte è solo un profondo ritrovarsi.
Riprendere se stesso dalle macerie delle complicazioni, incontrare una donna che potrebbe essere la propria madre, rifugiarsi nell’azzurro di un quadro per ritrovare il tempo perduto.
Tutto questo in una canzone e in un racconto tramandato nel vento.
I pesci che piovono dal cielo scavalcano la capacità di parlare con i gatti, per poi squarciarli ritrovando la propria pace.
Se è la pace quella che cerchiamo.
Delirio e sogno si confondono come la capacità di amare e perdonare gli altri.
Il viaggio comincia con una fuga e trova il suo rifugio nei libri di una biblioteca abbandonata.
Vuota tra le sue grandi mura, accoglie solo chi veramente riesce ad andare al di là delle parole e dei versi sussurrati.
Una foresta incantata, un passaggio in un mondo sconosciuto, la voglia di far luce tra le tenebre dei ricordi perduti.
Murakami offre tutto questo in uno dei suoi più celebri e discussi romanzi.
I suoi personaggi vanno fuori da ogni possibile schema e si impara ad accoglierli come si usa fare con i doni inaspettati.
Questa è poesia per i miei occhi.
Il cibo per la mia anima sognante.
Ricercatore di un tempo fatato.
Costruttore di racconti inafferrabili e protetti.
Quanta strada ancora per capire dove vanno a finire i pensieri.
E i sogni.
Luna

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La strada

strada
Un’aria di desolazione e buio che attraversa l’anima.

Un mondo finito, neanche pronto a ricominciare.
Solo il nulla e un grigiore che annebbia il cuore.
La fine del mondo, il giorno che non arriva mai.
In questa atmosfera post apocalittica solo un uomo e un bambino camminano nella luce.
Portatori del fuoco e del mondo giusto, aldilà del buio, avanzano incerti tra lingue di cenere ed esseri senza pietà.
Uomini che mangiano uomini, carne cruda nelle ombre dell’inferno, neonati squarciati dagli abissi della crudeltà e della miseria.
Inutile scappare, non si può sfuggire all’eternità.
Ho attraversato le lande desolate insieme a loro, conosciuto la pietà e la disperazione.
Una bellissima scena quella del ladro, destinato a morire, accompagnato dal conforto.
Solo vestiti e un paio di scarpe: rappresentano salvezza.
Storia di vita che finisce e rinasce, la fiaccola debole di una nuova famiglia.
Pensieri perduti nel tempo.
Una donna che non è in grado di affrontare la parola Insieme, la paura del buio e del silenzio che devasta le viscere.
L’idea della famiglia che si perde nel cielo, gli alberi che cadono sono solo un ricordo del cinguettare lontano degli uccelli.

Ho lottato per contenere le urla del silenzio, la notte appariva soffocante.
Il tormento del domani arrivava leggero e ripetuto nel tempo.
E il rumore di passi umani e silenziosi presagisce il momento della fine.
Luna