Macchine come me

macchine
In questo romanzo l’Inghilterra è stata sconfitta dall’Argentina nella guerra delle Falkland, i Beatles hanno ricominciato a suonare insieme dopo essersi separati.

Per la serie, tutto è possibile e niente è scritto nel destino dell’uomo.
Sarebbe una storia semplice, ma la lettura non è stata fluida per me. Avevo bisogno di ritornare indietro e, a tratti, di rileggere interi periodi o discorsi.
Però mi è piaciuto, ci ho ritrovato un McEwan macchinoso come i suoi androidi.
Macchine perfette, capaci di muoversi, attaccare il proprio cavo di alimentazione e impedire agli uomini di spegnerle.
Come tutti, li fregano i sentimenti.
Capiscono che la coscienza è il valore più alto, dapprima si fanno trascinare da un entusiasmo adolescenziale per proseguire con sentimenti di angoscia, tipici di noi uomini, difficili da non trasmettere.
Nei casi più estremi vengono sopraffatti dal mal di vivere e si uccidono.
Unico caso tra i tanti: l’amore.
L’amore come la morte, eterno.
L’amore che può portare alla tortura, la morte come liberazione.
Romanzo dalla scrittura fredda e tagliente.
Porta a riflettere su quello che tanto ci preme: la libertà di provare sentimenti ed emozioni, la possibilità di fare le nostre scelte e di vivere la nostra vita imperfetta a nostro modo.
Luna

Una questione privata

questione
Oh meravigliosa Fulvia, adorata mia innamorata.
Un bacio ancora prima di andare via.
Cosa può fare l’amore in questa nostra folle vita.
Può farci prendere coraggio e cercare con forza la strada per la nostra salvezza. Può farci diventare incredibilmente audaci e capaci di buttarci tra le braccia del boia.
Di qualunque cosa è capace l’amore, così come la morte.
Tra campi immemori abbiamo trovato i ricordi di un attimo passato negli albori del tempo.
Nei pascoli e nel bel sole del mattino abbiamo ritrovato noi stessi.
Nella guerra l’errore, nella fuga l’esaltazione alla vita.
La voglia di ritrovare, nella sconfitta, il rivale adatto, in grado di comunicare la verità nel dubbio, l’illusione del poter essere ancora amato.
Dolce Milton, riposa tra l’erba alta e il fango di una vergogna nemica, riposa tra i sussurri del vento e le fronde degli alberi freddi.
Riposa ancora nei ricordi di chi hai amato e che, forse, non ricorda più.
Questa storia ha il sapore dell zucchero nero, scura agli occhi, ma dolce in bocca.
Tra la guerra e l’amore vince quest’ultimo.
Anche se alla fine si muore.
E in fondo, si muore anche d’amore.
Luna

La ragazza dai capelli strani

wallace
Il racconto non è il mio genere preferito.

Prediligo i romanzi e i saggi.
Tuttavia questa raccolta di crudi e neri racconti ha un fascino particolare.
Mi è piaciuta e l’ho odiata.
Ho amato intere frasi e righe ispirate dalla cattiveria quotidiana e ho detestato quella particolare crudezza che impermea le storie di questi personaggi così peculiari.
Ammetto che l’abilità dello scrittore non è cosa di poco conto e va considerata così come tutte le sfumature che si incontrano leggendo le sue righe.
Colgo tratti di personalità davvero interessanti.
Mi appiglio a tutto, anche ad una vana speranza.
I protagonisti sono feroci, li ami o li odi.
Amori incontrollati, sguardi malinconici di esistenze distrutte o mai veramente consumate.
Ogni uomo e donna porta con sè un disagio esistenziale e famigliare che non perdona e devasta sensibilmente le anime tormentate.
Storie e racconti forti per chi vuole vedere la realtà da una prospettiva diversa, dall’interno del cuore degli uomini.
Non nascondo l’iniziale difficoltà nell’approccio a questo sguardo.
Salti mentali e frasi inconcludenti, almeno in apparenza.
Abbracci mancati, parole che ritornano.
Perdetevi in questo viaggio fatto di verità strazianti.
Lasciatevi catturare.
Ogni cammino ha bisogno di essere conosciuto.
Ogni storia conserva in sè un’altra storia.
Non lasciatevi ingannare dall’apparenza.
Venite a vedere.
Luna

L’Avversario

l'avversario
Non credevo di trovarmi di fronte ad una storia vera.
Pensavo fosse un racconto romanzato, liberamente tratto, surrealistico.
E invece mi sono ritrovata tra le mani la storia di una vita, di un omicida, di una duplice identità.

Vita di confusione, di tristezza.
Romand non fa altro che mentire, per tutta la vita, in ogni singolo istante.
La sua personalità è terribilmente inquieta, avvolta da una perturbante illusione di caduta, di una fine che non arriva mai.
Carrere lo incontrerà più volte e proverà a raccontare quello che è successo in un giorno qualunque, in una cittadinqa tranquilla, in una famiglia tra tante.
Un giovane promesso medico, uno studioso farmaceutico, un ricercatore affermato.
Lui, l’Avversario.
Un uomo dalle mille risorse, capace di affermare la propria notorietà conosciuta da sempre, da tutti.
Un animo gentile sempre disposto ad aiutare i propri cari nella realizzazione di una stabilità economica derivante da comodi investimenti.
Un padre amorevole. Un marito saggio e premuroso.
Modesto, gentile.
Lui, il Diavolo.
Parole ricoperte di menzogna, falsità, inganni.
Un intreccio mentale che corrode l’animo più puro.
Storia di una tristezza accarezzata dagli anni più teneri.
Verranno raccolte le sue parole di pentimento e amarezza solo dopo la sua carcerazione, nel tempo in cui ogni riflessione interna viene accolta dal silenzio di una stanza e dalle gentili mani di assidui volontari.
C’è tanto da dire, mill pensieri e gesti su cui riflettere.
Eppure io ne sono rimasta senza, di parole.
Estasiata da una scrittura delicata e attenta.
Colpita da parole crude di una storia forte.
Nebbia vagante nel tempo, profonda oscurità.
Mi chiedo dove si possa arrivare per non deludere gli altri.
Cosa ci spinge a mentire su noi stessi pur di non apparire fallibili.
Mi chiedo se si possa arrivare fino all’eliminazione totale delle prove.
E se queste sono i cuori, vuol dire la fine.
Luna

 

Ninfee nere

ninfee
Di gialli non ne leggevo da tempo e Bussi è stato l’amo per ricominciare a prenderli tra le mani.

Ha ispirato la mia voglia di scoprire, pagina dopo pagina.
Sicuramente non è un giallo come se ne leggono tanti, è principalmente la storia di Monet e della sua pittura.
La colorata Giverny è la località che accompagnerà il viaggio dei lettori.
Il parco, le ninfee faranno da sfondo.
Dolci gli Impressionisti e le loro pennellate.
Le protagoniste sono doppie, triple.
Anime diverse, esperienze affini e graffianti.
Percorsi fatti di passi confusi e incerti.
Racconti che si intreccano e confluiscono nell’omicidio e nel sangue.
Dettagli importanti, immagini difficili da dimenticare.
L’atmosfera è quella di un perfetto noir, ma la storia sa di favola gotica.
La pittura trascina verso un finale da favola, letteralmente.
Adoro questo modo di raccontare deluso e rassegnato.
Amo le parole strozzate che celano aspettative dolorose.
Mi piace tutto questo perchè è irreale, apparenza allo stato puro.
Parteggerò prima per la salvezza della bambina, poi difenderò la vecchia, e infine odierò la maestra.
E tutto coinciderà, i contorni si dissolveranno.
Difficile parlare profondamente di un giallo senza il terrore di svelare troppo.
A me è venuta voglia di prendere il mio libro su Monet e studiarne ogni singolo tratto.
E a voi?
Luna

Uomini e topi

topi
Racconto capolavoro.

Da leggere, assolutamente.
E’ la storia di due uomini, della loro amicizia e della separazione.
Esperienza da fare, viaggio da condividere.
Sono gli anni in cui si moriva di fame, i lavoratori andavano alla ricerca di un posto in cui fermarsi e di una vita da raccontare.
I tempi bui della fatica fanno da sfondo verso i passi dei due protagonisti che convergono verso una fattoria che offre una scappatoia dalla fuga.
Uno esile e sveglio, l’altro grosso e taciturno.
Uno che lavora con la lingua, l’altro con le mani spezza l’esistenza.
Campioni per un giorno, tessitori di sogni.
E’ un romanzo fatto di speranze, verso la realizzazione di un desiderio comune.
Possedere un pezzo di terra rappresenta la libertà da una schiavitù fatta di comando e sudore.
Evitare la lite, sopportare oltre ogni limite pur di raggiungere la libertà.
E, anche se per poco, ci ho creduto veramente, seppur un tremendo destino veniva annunciato da tempo.
Ci ho creduto per un attimo, come ci hanno creduto loro.
Non ci ho creduto più, quando il presagio della fine incombeva dietro l’angolo.
Non ci abbiamo creduto mai, abbiamo solo sperato che finisse quanto prima.
E la fine è arrivata. In anticipo.
L’abbiamo vissuta con loro, con entrambi.
Mentre l’altro parlava e si scusava nel vento.
E il suo amico sognava con il volto attento.
Entrambi celavano un segreto.
Entrambi morivano sul colle dell’attesa. E del dolore.
Luna

Gli occhiali d’oro

bassani
Bassani è un grande scrittore.
Dipinge la sua Ferrara in maniera esemplare e le situazioni degli uomini  in modo eccelso.

Li senti parlare tra le pagine e quasi ne vedi gli sguardi.
Il suo stile è unico, asciutto e pulito.
Il Dottor Fadigati è un bravo medico.
Arriva in città carico di belle speranze, aspettando paziente le nuove amicizie.
La gente lo adora, la sua arte è professionale e moderna come lo studio in cui accoglie i pazienti.
Tutto sembra scorrere lento e sempre uguale quando, ad un tratto, sopraggiungono le voci. Si insinuano nelle case degli altri seminando il dubbio.
Il giovane e pingue medico nasconde un segreto.
Una verità che lo porterà all’emarginazione.
Passeranno i giorni, ma la vita non tornerà ad essere quella di sempre.
I pregiudizi e le paure cambieranno gli animi rendendoli cattivi.
Fadigati dividerà il proprio senso di solitudine con la voce narrante di questo breve romanzo.
Entrambi troveranno ad attenderli circostanze a loro ignote.
Le leggi razziali introdurranno un periodo di angoscia e sgomento.
Le acque fredde daranno luce alle tenebre.
Ogni tanto è bello approcciarsi ad un autore molto lontano dai propri gusti.
Perchè solo così si può scoprire il talento di una grande penna, in modo da far cadere quei pregiudizi che si sono costruiti attorno a noi.
Giudizi di ogni giorno, pensieri vaganti come mine.
Idee sconfinate nel vuoto e desideri custoditi nel tempo.
Perle regalate dagli altri.
Luna

L’assassinio del Commendatore

Le sue parole sono un nettare per i miei pensieri.
Murakami, io lo adoro.
E’ un viaggio nel tempo e nello spazio, nella conoscenza del più profondo lato di se stessi.

L’arte assume contorni indefiniti per poi realizzarsi nelle semplici linee del viso, e nei tratti incerti dell’uomo.
Il romanzo esplora le paure più profonde, indaga sul senso vero della vita e della morte.
Ci rivela l’importanza del contatto con la realtà e il lasciare andare i ricordi di chi ormai non è più con noi.
Ci culla nella morbidezza delle certezze più dolci della vita, nei caffè, nelle colazioni solitarie.
Ci anima di coraggio, ci porta davanti al senso pieno dell’esistenza.
Protagonista assoluta è l’arte e la creazione delle cose.
La forma dei pensieri rende magica l’idea della vita.
E le idee si manifestano in una concretezza spiazzante, fatta di colori e parole imprecise e deliranti.
La solitudine rivela un animo sofferente, in grado di riprendersi tutto ciò che ha perso per una imperitura e agghiacciante cecità.
Speranzosa come sempre, leggo il libro divorandone ogni pagina fino a raggiungerne la fine.
E quella arriva senza mai deludermi.
Le anime degli scomparsi non mi fanno paura, ma fanno da consolazione.
Perchè riprendere da dove ci eravamo fermati non sempre è un male.
Riacquistare ciò di cui ci eravamo separati può essere l’inizio di qualcosa di nuovo.
L’amore per la pace fa da perno alla volontà di reagire.
In un modo o nell’altro la vita ci sceglie.
E a volte sceglie per noi.
Estasiata da tanto animo, aggiungo cuore al cuore.
Ho voglia di sognare e, per attimo, chiudo gli occhi.
Mi raggiunge un’idea dall’alto della mia confusione.
Poi tutto è silenzio, e profonda serenità.
Luna

Abbiamo sempre vissuto nel castello

abbiamo
Strana storia questa. 

Quella di due bambine, di una famiglia, della sua morte.
Di un castello incantato, di una casa distrutta, di un destino segnato.
Le sorelline sopravvissute ci guideranno attraverso le varie stanze e camere della loro vita per portarci di fronte a quella verità che fa tanto male immaginare.
Una realtà scomoda, capace di far soffrire e di allontanare le anime più fragili.
La sedie a rotelle del caro zio avanza lentamente in giardino mentre Constance cucina il pranzo per tutti.
Merricat gironzola intorno alla casa con il suo fidato gatto e inventa giochi e malefici che nessuno è in grado di accertare.
Tutto scorre tranquillamente in una routine che sa di insano e gli abitanti della vecchia villa sono ormai fantasmi per l’intera comunità.
Ma ad un tratto ecco che irrompe lo sconosciuto, il male estraneo alle mura domestiche, capace di rompere l’equilibrio apparente e il legame sottile creato per farlo sopravvivere.
Come se questo non bastasse ecco le fiamme; alte e sfuggenti, in grado di distruggere ogni cosa e di ridurre in cenere gli antichi ricordi.
L’ignoto ingoierà l’immenso e la nebbia nasconderà la cenere addosso.
Le sorelline resteranno incastrate in questo strano mondo e gli abitanti che ne hanno fatto parte ne rimarranno esclusi per sempre.
Constance continuerà a cucinare, Merricat forse ballerà contenta.
Il cancello si ergerà alto, a protezione della casa.
E le nuvole che prima la abitavano, si dissolveranno lontano dalla villa.
Come d’incanto il maleficio avrà luogo.
Le streghe risorgeranno dalle loro tende, tutte insieme verso l’eterno invisibile.
Quello che non viene detto, ma si sa.
Quello che non viene fatto, ma si conosce.
Luna

Storia nera di un naso rosso

storianera
Ho cominciato a leggere questo titolo solo perchè spinta da un conoscente entusiasta. Tale ammirazione non poteva venire dal nulla.
Ho accettato di conoscere un nuovo autore, di quelli che sai che ha scritto un libro però è troppo giovane per essere davvero molto bravo.

E invece lui è bravo, lo è davvero.
Racconto corale, storia a più voci.
Lamenti e sospiri che sforano nel pianto.
Storie scomode, di come un uomo può morire, e può farlo in più modi.
O forse in uno solo. Buttandosi.
Lanciandosi incontro alla vita che riserva dolori e sorprese tradite.
Accogliendo la sofferenza che penetra dentro alle vene.
Accettando l’insoddisfazione che diventa ogni giorno sempre più presente e pungente.
La storia è unica, ma in realtà si snoda in vicende parallele, passate e future, nel tempo che scorre.
Dinamiche contorte, legami duraturi ed effimeri, voglie indesiderate ed inespresse.
Da cornice una bella Milano, autentica nel suo stile raffinato e distante con la sua anima fredda e tagliente.
Un mondo che va avanti e non risparmia.
Voglia di essere uno tra tanti, senza dover affrontare la propria vergogna.
Di anime cattive se ne incontrano ogni giorno.
Consapevoli o meno del potere di ferire e fare male al cuore.
Che la vita poi ti presenta il conto.
Che tu sia seduto al tavolo di un winebar, o disteso a terra alla ricerca di soluzioni.
Ritorna la verità, spietata ed inarrestabile.
Così come la morte, non risparmia nessuno.
Luna