L’insostenibile leggerezza dell’essere

leggerezzaDue anime tormentate e inquiete.
Leggerezza e utopia. Pesi di coscienze.
Rapporti stonati ed emozioni intense. Da vivere comunque. E sempre.
Quale leggerezza nelle parole! Quanta animosità, quanta purezza dei pensieri.
I rapporti tra gli uomini sono alquanto difficili e talvolta fanno soffrire e star male poichè i ricordi del passato appaiono più intensi della vita realmente condotta.
Le persone mancano quando muoiono e da vive riusciamo completamente a scordarle.
Gli attimi fuggiti via dalle mani riaffiorano pieni di nostalgia e struggente malinconia.
La vità può anche essere leggera, a volte.
Questo romanzo per me è stata una vera scoperta.
Erroneamente il titolo mi richiamava una lettura troppo complicata e piena di regole.
E invece, meraviglia. Lo stile è così perfetto che difficilmente riesco ad immaginare la stessa storia raccontata diversamente.
I personaggi sono secondari all’amore che vivono.
Sono ultimi rispetto alla loro storia e alle proprie idee.
Riesco a vedere un colore in ognuno di loro. Una testa diversa dalle altre.
Sono sfumature di uno stesso arcobaleno, ma dai riflessi tutti diversi e inconfondibili.
Prese di coscienza, forse questo è il senso della vita e dei rapporti.
Voli pindarici con una meta ancora da raggiungere.
Emozioni ed incanto. Verità che affiorano con il tempo.
E storie, anime vaganti alla ricerca della quiete.
Riparo che si trova solo col tempo e la pazienza di ricercare e scoprire.
Che la vita è un attimo in continua crescita.
Che nessuno è mai da solo.
Che a volte, da soli, si trova la propria strada.
Luna

 

Seta

setaLeggera come neve e batuffoli bianchi.
Fragile e imprescrutabile. Silenziosa e imminente.
Anima gentile. Tempo infinito.
Seta. Giappone. Occhi oscuri e malinconici.
Sguardi.
Mani che si toccano impaurite. Corpi che non possono sfiorarsi.
E poi al centro di tutto un viaggio coraggioso ed inesauribile.
Cuore pulsante della narrazione.
Stabilità e insicurezza.
Tremore e calore. Intensa avidità di vita.
Commercio di anime.
Flussi di emozioni. Silenzi indiscutibili.
Vibranti estasi d’amore.
Rapporti bruciati da regole e segreti.
Leggerezza, eterna leggerezza.
Strage di momenti, sogni tormentati.
Ripetizioni, cicli riproposti nel tempo.
Movimenti, brezze notturne, aria che scivola dentro.
Speranza che assale. Fuoco che divampa.
Domande senza risposte.
Eco che risuona.
Luci e ombre.
Ombre e buio.
Buio.
Luna

 

 

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 13.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

La canzone d’amore di Queennie Hennessy

nataleLettera d’amore di altri tempi. Aria che profuma di freschezza.
Nonostante l’età. Malgrado tutto.
Raccontare una vita non deve essere facile. Soprattutto per una donna che non ha più molto da vivere e alla quale non resta che Aspettare.
No, lei non attende la morte, sovrana di ogni esistenza. Lei aspetta lui. Il suo Harold.
Chi non lo conosce ancora imparerà a capirlo attraverso le parole della sua eterna innamorata che, alla fine di ogni tempo e al termine della sua esistenza, rivive –  tramite emozioni e ricordi – una vita piena di attenzioni, paure ed eterni mutamenti.
Harold è così, regala attimi di felicità e naturalezza senza neanche accorgersene.
Perchè è speciale. Semplicemente unico.
E chi incrocia il suo cammino non può fare a meno di notarlo.
Ma non voglio parlarvi di lui. E’ lei la nostra guida adesso. Queennie. Una giovane donna piena d’amore. Un’anziana signora ricca di ricordi. E di amore. Quello non cambia mai. E’ eterno, come l’anima.
Attraverso le sue mani e i suoi occhi ci porterà a vivere profonde disattese ed umane sconfitte.
Ci condurrà per vie impervie e montagne alte fino al cielo. E non c’è una fine. Tutto rimane sospeso.
Non sembra il secondo capitolo di una storia già scritta. 
In realtà è un racconto completo ed intatto, in grado di camminare da se’ verso un’esplosione di leggerezza. Proprio questo ci vuole a Natale. La vita che continua nella realizzazione di un attimo.
Perchè aspettare non vuol dire necessariamente fermarsi, annullandosi.
Aspettare può portare al rinnovamento e alla scoperta. Ma in fondo, a volte, sedersi in attesa di qualcosa può significare  tanto.
E trovarsi davanti la speranza del domani, può valere davvero la pena.
Buon Natale di cuore. Che ogni vostra attesa non sia vana.
Luna

Il mio articolo e tanti altri sul nuovo magazine di Natale! Date un’occhiata:
http://scriveregiocando.it/natale14.html

natale 2

Cortesie per gli ospiti

cotreAmore e violenza.
Sesso ed eccitazione.

Fantasia assassina.
Questa storia è davvero sconvolgente ed unica.
Impressionante.
Una coppia di turisti in cerca di serenità e della voglia di riscoprirsi, si imbatte “casualmente” in un uomo tenace e arguto.
Molto fisico nei suoi modi di fare, Robert riesce ad intrattenere i due con la storia commovente della sua infanzia.
Figlio di un padre autoritario, nasce in una famiglia dove il dialogo è pura utopia e, le ossessioni e ripicche, contornano una vita condotta all’ombra dell’autorità.
Traumi scioccanti. Eccome.
Forse è vero quello che dicono gli strizzacervelli.
Noi siamo veramente tutto quello che abbiamo vissuto.
Rimaniamo colpiti dagli eventi senza neanche rendercene conto.
In apparenza.
Perchè la nostra anima è davvero profonda, ma non troppo.
Riesce a contenere tutto quel dolore per così tanto tempo, da farlo riaffiorare solo alla prima occasione giusta.
Inevitabilmente anche l’ultima.
E a volte, i sogni e le speranze di alcuni possono essere spezzati dal passato di altri.
Una prigione non è fatta solo di sbarre di metallo.
Non siamo solo prigionieri degli altri.
Spesso siamo noi quelli che si fanno imprigionare.
Quelli che non hanno il coraggio di reagire.
E si finisce per chiudere e serrare il proprio spirito nel vortice di pazzia e orrore. 

Come scappare. Da cosa, se non da se stessi.
E se si incontra qualcuno che capisce. Ma capisce troppo tardi.
E’ la fine.
Luna

IL Mago di OZ

ozDa una fiaba per bambini si può sempre ricavare qualcosa di interessante.
Questo è il mio motto. Fino ad oggi mai smentito.

E questa è l’ennesima volta che, di fronte ad una bella fiaba, mi metto a pensare e a pensare…
Casa è il posto dove si vuol tornare… parole sagge Dorothy.
Ed il cammino della vita, fatto con le persone care, d’improvviso diventa meno faticoso e difficile.
Un racconto semplice e comunicativo può essere davvero indimenticabile ed apprezzato.
A tutte le età.
Perchè ognuno ci vede dentro un pò quello che vuole.
A dieci anni magari sei curioso di vedere se il grande mago riesce a fare le sue proverbiali magie.
A trenta, in fondo delle sue magie non te ne importa un granchè.
La magia la si trova in maniera indefinita, in ogni pagina della breve storia.
Quando ognuno degli amici cerca di fare coraggio agli altri per arrivare fino in fondo alla meta.
Quando ognuno di loro tira fuori il meglio di se per fare il bene degli altri.
Quando durante le difficoltà si sa di poter contare sul prezioso appoggio del caro e prezioso amico.
Tutto questo è magia per me.
Forse non dovrebbe meravigliare poi tanto.
In fondo non è poi così difficile trovare qualcuno con cui condividere un viaggio.
Ma condividere Il Viaggio… quello immenso.. unico.. bhe, questa è tutta un’altra storia.
Le anime fedeli sono poche nella vita. Difficile incrociarle.
Ma a volte è davvero strano il modo in cui è possibile trovarle..
Magari per caso, come succede alla piccola Dorothy.
Ed è splendido scoprire di avere dentro di se quello che sembrava davvero mancare da sempre.
Quello che c’è sempre stato e non riusciva a venire fuori.
Eppure c’era.
Come il coraggio, celato dalla paura.
Le idee, nascoste dal timore di sbagliare.
Il cuore, messo da parte per non soffrire.
E la voglia di un viaggio, con la certezza che alla fine si potrà tornare a casa.
Luna

Venivamo tutte per mare

venivamoLeggere questo libro è stato come immergersi tra voci, urlanti e silenziose, di mille donne, tra mille storie.
Una voce corale, così si presenta il racconto.
La verità brucia ad ogni frase e parola che scorre davanti.
Una realtà che fa male. 
La voce delle “spose in fotografia”. Le voci.
La speranza di poter trovare lontano da casa un piccolo spiraglio di felicità. Un uomo capace di proteggere e capire.
Scoprire il mondo di bugie e crudeltà. Mariti che sono animali da lavoro, uomini che costringono le loro giovani spose “per corrispondenza” a spaccarsi la schiena ogni giorno, senza la possibilità di fiatare, per poi concedersi ogni sera svuotando la mente dal mondo dei sogni e desideri che si aspirava di realizzare.
Queste unioni andavano al di là dei matrimoni combinati.
L’unica certezza era una foto… il promesso sposo lo si poteva solo immaginare. Le parole arrivavano successivamente… promesse effimere piene di menzogne e falsità.
Giovani donne giapponesi stipate in una nave con la voglia di cambiare, con la speranza di un’America libera da ogni discriminazione e incomprensione.
La realtà fa male davvero. Quanta delusione nei loro occhi…. mentre da sole partoriscono e il giorno dopo legano il bimbo alle loro spalle per riprendere il lavoro dei campi.
Mentre si concedono all’ennesimo uomo perché il marito ormai si è dimenticato della loro esistenza.
Quando avvertono alle loro orecchie le frasi dette dalla padrona bianca contro la loro vita vuota e massacrante.
Tornare nella propria patria è impossibile. Un’onta per la famiglia che tanto si ama e si rispetta.
Una sottile linea di malinconia. Profonde ferite che si portano per sempre dentro il cuore.
Donne che a volte, nel silenzio del loro pianto, si ricordano che un tempo osavano ancora sperare.
Non ho mai conosciuto una persona che potesse raccontarmi una storia del genere, vissuta sulla propria pelle.
Sentirla con le proprie orecchie avrebbe, forse un suono diverso. Ma in effetti non saprei dirlo con certezza.
Le emozioni arrivano comunque. Come una cascata in piena.
Queste donne, mogli e compagne appaiono nitide e ben delineate.
Non è un caos confusionale, tutte le voci sono definite e precise. All’interno del marasma della disperazione.
A volte ci si lamenta dei tempi, della nostra vita.
E’ vero che ogni periodo della storia è pieno delle sue difficoltà connesse ad un mondo che va sempre troppo veloce.
Ma la vita di ciascuna di queste donne è l’esempio calzante di come le attese vengono spesso deluse e ridicolizzate.
Di come bisogna solo puntare sulle proprie forze.
Di come a volte fuggire possa essere l’unica salvezza possibile. E a volte no.
Luna