IL grande Gatsby

gatsbyNon posso certo dire di averlo letto per seguire la moda del momento, ma a volte la propaganda e il cinema riescono a colpire l’interesse e a stimolare la curiosità.
Ed ecco che mi aspettavo il capolavoro promesso. 

Non sono rimasta delusa. Neanche piacevolmente colpita.
Forse quando ci prospettano le cose come assai straordinarie e di grande effetto, chissà poi che cosa ci si aspetta quando finalmente abbiamo la possibilità del riscontro. E le voci attorno quasi ci obbligano all’applauso.
Io invece voglio esprimere quello che ho sentito e provato.
La storia è una penombra continua.
I personaggi vivi e caldi.
Gatsby umano e debole nella sua ricchezza.
In fondo ha poca importanza da dove viene quell’immenso tesoro.
Il denaro.. e la villa..
Enormi feste che non riescono a riempire un cuore che soffre.
Una vita spesa per (ri)conquistare un passato ormai lontano e malinconico.
La storia non si infittisce mai fino in fondo.
La vita e la morte si alternano come gli ospiti di una di quelle feste. Passano senza lasciare il segno.
Le delusioni dell’anima colpiscono nel profondo e si fermano solo quando tutto è finito.
La prova che un amore a volte, è l’amore della vita. L’unico.
Quello che viene detto è duro, essenziale.
Niente frasi romanzate o dialoghi amorosi.
L’amore è messo lì in primo piano ed è violento e severo.
L’amarezza colpisce come il lusso e la speranza di poter tornare indietro.
Alcuni chiamano questi innamorati definendoli “maniaci” o “fissati”.
Altri inguaribili romantici.
E’ davvero difficile capire dove finisce l’amore ed inizia l’ossessione.
Vivere una vita sperando di rivivere il passato.
Trovare l’amore e portarlo per sempre nel cuore.
Forse sarà ossessione davvero. O forse questo è davvero l’amore.
Luna

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