Abbiamo sempre vissuto nel castello

abbiamo
Strana storia questa. 

Quella di due bambine, di una famiglia, della sua morte.
Di un castello incantato, di una casa distrutta, di un destino segnato.
Le sorelline sopravvissute ci guideranno attraverso le varie stanze e camere della loro vita per portarci di fronte a quella verità che fa tanto male immaginare.
Una realtà scomoda, capace di far soffrire e di allontanare le anime più fragili.
La sedie a rotelle del caro zio avanza lentamente in giardino mentre Constance cucina il pranzo per tutti.
Merricat gironzola intorno alla casa con il suo fidato gatto e inventa giochi e malefici che nessuno è in grado di accertare.
Tutto scorre tranquillamente in una routine che sa di insano e gli abitanti della vecchia villa sono ormai fantasmi per l’intera comunità.
Ma ad un tratto ecco che irrompe lo sconosciuto, il male estraneo alle mura domestiche, capace di rompere l’equilibrio apparente e il legame sottile creato per farlo sopravvivere.
Come se questo non bastasse ecco le fiamme; alte e sfuggenti, in grado di distruggere ogni cosa e di ridurre in cenere gli antichi ricordi.
L’ignoto ingoierà l’immenso e la nebbia nasconderà la cenere addosso.
Le sorelline resteranno incastrate in questo strano mondo e gli abitanti che ne hanno fatto parte ne rimarranno esclusi per sempre.
Constance continuerà a cucinare, Merricat forse ballerà contenta.
Il cancello si ergerà alto, a protezione della casa.
E le nuvole che prima la abitavano, si dissolveranno lontano dalla villa.
Come d’incanto il maleficio avrà luogo.
Le streghe risorgeranno dalle loro tende, tutte insieme verso l’eterno invisibile.
Quello che non viene detto, ma si sa.
Quello che non viene fatto, ma si conosce.
Luna

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Nel guscio

guscio
“Mi ritrovai immerso in liquidi e parole.
Rimbombava la voce di mamma e lo sguardo innamorato di papà.

Sentivo ogni minimo passo, la partecipazione della donna in ogni gesto e movimento.
Percepivo la sicurezza della mamma quando parlava con un amico, intenti a creare quell’assurda storia.
Avvertivo ancora la paura in lei quando rimaneva sola e pensava ad un inquietante piano da mettere in atto con la partecipazione dello ZIO.
Quindi ho uno zio, fratello del mio papà.
Sento lui e la mamma avvolgersi, a volte, tra le lenzuola calde del letto nuziale.
Sento lui spingere dentro il corpo della mia matrioska qualcosa di caldo e pulsante, mi batte la testa e mi rende nervoso.
Sento la mia Trudy gridare forte, no, non voglio che facciano male alla mia mamma.
Il silenzio conquista attimi di leggera malinconia.
I miei genitori non stanno più insieme, questa è la verità.
Non mi sento triste perchè sono sicuro che troveranno un modo sano di crescermi insieme.
Tuttavia, percepisco ansia e tremori, il babbo non parla mai di me con Trudy.
Vogliono disfarsi del mio corpo dopo il parto? E della mia anima, che ne sarebbe?
Ho paura adesso. Ho il timore di vivere.
Voglio rimanere qui dentro, protetto da queste membrane e sostanze che io chiamo pareti.
Se ci penso bene è meglio restare qui, nel mio guscio forte.
La curiosità dell’esterno, in realtà, mi prende, a volte.
Vorrei tanto vedere il viso della mamma, sentire il calore delle sue braccia e, finalmente, scoprire la verità.
Perchè papà non torna a trovarla?
Perchè lo zio ha paura di rimanere con lei in città?
Cosa succede mamma? Il buio sta calando dentro le nostre viscere.
Il terrore ci confonde.
La speranza fioca, ormai ci abbandona.
Che accade mamma? Perchè tutto è vuoto?
La voglia di scoprirlo mi coglie dentro del tutto impreparato.
Mi preparo ad uscire. Sono felice di vivere da fuori.
Emozionato del domani.
E dopo il freddo e il sudore, finalmente la luce”.
Luna

Il Gattopardo

downloadMi è piaciuto fortemente il senso di curiosità che ti ispira la lettura di questo romanzo storico.
Mentre le pagine scivolavano via dalle mie dita, piccole  pause distoglievano la mia attenzione dal principe Fabrizio per ripassare mentalmente la storia di quei tempi. Il 1860. Periodo storico interessante e rivoluzionario. I Mille avanzano con a capo Garibaldi e i nobili prevedono una nuova ascesa al trono. Un nuovo Re.
Tutto fa paura. Il cambiamento.
In un clima di moti e ideologie faremo insieme ai Salina un pezzetto di strada soffermandoci soprattutto sulla vita dello zione Fabrizio. Che personalità felina e imponente. Che pensieri preziosi, pregni di grandi verità.
Ricordo bene il discorso che fece a Chevalley rifiutando di diventare Senatore  del Regno.
Parlò della Sicilia. Di questa terra di fuoco e speranze.
Dell’orgoglio siciliano, della sua presunzione.
Dell’illusione di una perfezione mancata. Dei mille popoli dominatori.
Dei tanti colori e pensieri.
Di un popolo che dorme e che aspetta che gli altri cambino le cose.
Mi ha colpita come non credevo e portata a riflettere sul cambiamento.
Venti che hanno soffiato e che invadono ancora.
Uomini dittatori che hanno fatto la storia.
Una terra che forse dorme ancora. Uomini che credono che non c’è nulla da cambiare.
E mentre la bellezza di secoli corre dietro agli sbagli e ai ripensamenti, la stanza si riempie di musica e all’improvviso inizia un valzer.
Ed eccoli insieme, Angelica e il suo bel Tancredi.
Forse l’amore è sfuggito in un attimo. Forse nascosto dalla passione giovanile.
Ma tutti noi ci abbiamo creduto fermamente.
E mentre l’ultimo Gattopardo muore ricordando la propria vita, io mi riempio di amarezza nostalgica.
Ancora la musica suona. 
E con lei lo scrosciare di fresche risate.
Luna