L’amica geniale – La saga

geniale
Sono sicura che la maggior parte di voi ha cominciato a seguire la serie de “L’amica geniale”, in onda sulla Rai.

Diversi di voi avranno già letto la saga.
Pochi davvero, sono sicura, saranno rimasti all’oscuro del fenomeno che ruota attorno alla scrittrice Elena Ferrante.
La sua scrittura ha davvero fatto scalpore; esiste, non esiste?
Mi sono disinteressata alla reale paternità dell’opera e mi sono buttata, invece, nel pieno della sua lettura.
Mi sono fatta trascinare e sono arrivata fino a lì, fino a Napoli.
Dove tutto parte e tutto torna.
Dove vi è l’inizio e la fine delle cose. La Napoli oscura, ma mai nascosta.
La violenza fa da contorno, l’amicizia di Lila e Lenuccia ne riempie tutti gli spazi.
Una storia vera, inventata, che importa.
Un amore intenso, un inno alla vita e alla sua libertà.
Un canto alle donne. Deboli e forti. Luce e tenebra.
Voglio farmi riempire da queste immagini, di bimbi che si stringono la mano e affrontano il Male senza macchia nè paura.
Voglio godere della luce di Napoli e del suo mare che avvolge le difficoltà.
Voglio crogiolarmi fra le strade del rione per poi ritrovarmi a Firenze, Milano, Pisa.
Una storia di coraggio e di fallimenti, la storia di una vita.
La vita di queste due anime vicine nell’amore verso la libertà e l’emancipazione.
Fragili di fronte ai legami e alle paure.
Voglio augurarmi di essere quell’amica geniale e di averla, per ciò stesso, individuata nell’altra e portata con me nel tempo.
Auguro a voi di passare, insieme alle vostre di amiche geniali, un Natale sereno, in musica e canti.
E che le nostre famiglie possano trovare la pace che meritano.
E una serenità che sa di vivace armonia.
E di amore ritrovato.
Luna

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Amori senza amore

amori
Ci si può innamorare spinti dalla noia e dalle ripetute delusioni?

Può, un senso di riscatto, portare un uomo a prendere moglie?
Si può dire di amare senza amare davvero?
Il grande Maestro Pirandello ha una chiave per tutto. Anche per le delusioni.
Si aspira ad essere felici, a non vagare nel buio, e invece poi ci si perde di nuovo.
I legami tra gli esseri umani non sono cosa facile, si prova sempre ad andare avanti nonostante il senso pieno della difficoltà e del dubbio.
Pirandello è uno scrittore in grado di sprofondare dentro i sentimenti umani, quelli più scomodi e nascosti.
Attraverso le sue parole ci si guarda in faccia, davanti ad uno specchio.
Si riesce a vedere ciò che di noi sa di viscido, di illusorio.
La viltà non viene necessariamente accettata, ma compresa nella nostra quotidianità, come qualcosa che fa parte degli uomini.
Ho letto tanto di lui quando ero piccola, adesso non ne rammento molto.
Leggere Pirandello era d’obbligo nelle scuole ed io, come tutti, lo facevo malvolentieri.
Solo adesso ne riconosco la potenza.
Adesso che posso scegliere di leggerlo per conoscerlo e riconoscerlo.
L’orgoglio della mia terra, e non è il solo.
Autore di grandi racconti, di legami forti e fragili, storie di vita vissuta.
“L’amica delle mogli” mi ha particolarmente colpita, forse perchè all’inizio non sapevo dove volesse arrivare.
Poi ho capito, e sorriso, per la verità.
Della donna che non si compromette, non si mette in gioco per rimanere immacolata agli occhi dell’uomo.
Di quella donna che aiuta le altre ad affidarsi all’uomo, quando, lei per prima, decide di non farlo. 
Di quella donna voluta da tutti e da tutti vista come perfetta.
E poi la verità: una donna perfetta è quella che non si conosce, che non si prende.
L’anima voluta e desiderata appare misteriosa e conturbante se non la si è mai posseduta.
E allora ecco i rimpianti degli uomini, le lodi dei mariti, e la grandezza di Pirandello.
Un Maestro che il tempo non ha fatto perdere al mondo, ma che il tempo ci restituisce ogni giorno.
Luna