Pantera

panteraCosa si saranno mai detti, tra di loro, seduti a quel tavolo buio e isolato?
Presto detto. L’arcano mistero mi viene svelato alla fine del racconto.

Ma l’amarezza rimane dentro. Classico di Benni.
Ti fa amare la sua protagonista e poi, in un attimo, vorresti prenderla per il collo.
Perchè non si è fatta avanti ugualmente? Come farsi scappare l’opportunità della felicità?
Non c’è niente da capire. Nessuna spiegazione.
In effetti, molti di noi amano prendere la vita per come viene, giorno per giorno…
Accettano il destino, per quanto contorto e crudele.

Semplicemente rassegnandosi.
Altri, come Aixi invece, lottano duramente contro la morte, cercando di strapparla ai giorni sofferenti.
E alla fine, magari ci riescono. O forse no.
Forse è solo un combattimento infinito, una guerra senza pari, una lotta disperata.
Giorni difficili e tragedie immense si nascondono dietro anime immobili che cercano di entrare nel pulsante vivere delle ore inquiete.
Immancabile l’epilogo. Contorto e duro.
In Benni amo profondamente quello che riesce a creare con poche parole.
Costruisce mondi inadeguati e terribili, mettendoci dentro cuori che rapiscono e rubano istanti di energia e purezza.
La vita vera dentro lo sporco del domani.
Vorresti tendere la tua mano. Aiutare a comprendere come vanno le cose.
Ma ad un tratto ci si perde. La logica non esiste più.
La paura del mondo sembra irrazionale, esagerata.
E alla fine, il giusto esiste. 
Impossibile, ma giusto.
Luna

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L’estranea

l estarneaAlzi la mano chi non ha mai pensato da piccolo, alla possibilità di essere stato adottato.
Io riuscivo sempre a piangere quando mia sorella maggiore mi prendeva in giro, dicendomi di essere una piccola orfanella adottata in tenera età.

Era un gioco per lei, ma funzionava sempre.
Tuttavia, di vuoti e situazioni inconsolabili se ne trovano davvero tanti. Non raramente all’interno del proprio nido domestico.
Una sensazione di tortura. Un soffocamento profondo. 
Una mancanza di sintonia verso qualcosa che dovrebbe legarti dentro.
C’è chi le definisce paranoie od ossessioni dell’inconscio.
Chi ancora casi clinici.
Di questo si vuole parlare.
Di un padre assente. Lontano, chiuso nella sua rabbia incontenibile.
Di una madre malata e incompresa.
Di una sorella estroversa e dinamica.
E poi c’è lei. La penombra nei giorni di sole.
Il fuoco nelle giornate di pioggia. L’estranea.
Cercare di capire da dove viene quel disagio dell’anima, significa scavare nei segreti che, a volte ricoprono la propria vita.
Ma una spina del cuore è davvero troppo dolorosa da sopportare in eterno.
E la paura di perdere la persona amata può riportare in vita certe consapevolezze perdute nel tempo.
E la luce a volte, ritorna in un attimo.
E in un attimo, di nuovo insieme.
Luna

Il vecchio e il mare

vecchioUn pesce così non lo aveva mai pescato.
Che fortuna! Finalmente, dopo tanto tempo.

Ottantaquattro giorni per l’esattezza!
Pesante. Grosso. Sodo.
Un pesce in piena regola.
E che fatica trascinarlo dietro, incatenato a quella piccola barca.

Finalmente il mare non è più un nemico. 
Tutto questo viene racchiuso nelle poche pagine di un libro che riesce ad acchiappare ogni più piccolo movimento ed esaltazione.
Sembra poca roba, ma non è di certo così.
Da sempre si pensa che l’uomo giochi un’eterna lotta con la natura che gli è ostile.
Crudelmente cattiva.
Questo scritto dimostra che non è così. Almeno non sempre.
Il buon Santiago ci parla con le sue prede. Gli chiede perdono per l’orrenda morte che gli procura.
Mi porta a capire il senso di tutto. Un grande rispetto per le creature e un’enorme dignità.
La sconfitta è inevitabile. Inesorabile e lenta.
Prende la forma del pescecane, ma conserva dentro di se’ tutto il fascino della lotta e delle ferite fredde e silenziose.
Un monito per la mente. Una forza per il domani.
E se pensate che il vecchio si arrenda.. bhe, allora non lo conoscete davvero.
Luna

1019 abbracci e carezze a voi che non riesco a toccare con le mie mani, ma solo con le mie parole.