Harry Potter e la maledizione dell’erede

 

harry
A Natale una favola ci vuole proprio.
E questa non è una storia come le altre.
Questa è davvero magica.
Maghi, intrighi. Dinamiche piuttosto strane e sorprendenti.
Tuffi nel passato e ritorni al presente.
Storie di straordinaria follia. Amicizia, amore.
So che molti lettori non amano Harry Potter. Neanche io ne ero attratta inizialmente.
Poi tutto è cambiato.
Ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho iniziato a capire il senso più profondo del racconto.
Perchè la vera magia non è riuscire ad inventare pozioni d’amore o a volare su una scopa.
Quello che ha dell’incredibile è vincere l’impresa più grande: creare l’amore.
E a Natale è come se i pensieri si facessero più grandi  e profondi.
L’anima ripercorre un anno vissuto intensamente.
La mia spesso si commuove. E si perdona.
I momenti difficili si dimenticano e tutto diventa più facile quando abbiamo accanto le persone che amiamo.
Si chiude la porta di casa e dentro rimane tutto quello che vogliamo: la nostra famiglia.
La nebbia che, a volte, avvolge i nostri cuori si dirada, disperdendosi nel tempo.
I momenti insieme diventano davvero preziosi e MAGICI.
Ormai la vita è tutta una corsa irrefrenabile, non c’è più tempo per una risata o una buona storia.
E invece io stavolta voglio soffermarmi.
Il rumore del vento, il freddo dell’inverno, la musica delle chiacchiere.
Ancora un altro Natale insieme.
E altri giorni, mesi da condividere.
Perchè la vita va avanti e non si recupera il tempo perduto.
E se fosse, davvero, per sempre Natale?
Ogni giorno sarebbe quello giusto da condividere.
E le ore, anche se tristi, volerebbero leggere.
Allora che sia, per tutti, un lieto, lietissimo giorno di festa.
Un sincero Natale di cuore a tutti noi.
Che la nostra anima possa trovare ristoro e conforto.
Con l’affetto di sempre.
Luna

Questo articolo fa parte del magazine natalizio ScrivereGiocando 2016.
Siete curiosi? Date un’occhiata!
http://www.scriveregiocando.it/natale16.html

 

La bottiglia magica

bottigliaCompletamente folle.
La magia non esiste, è vero, ma si può creare. Con la fantasia.
Benni riesce a costruire un mondo, proprio davanti ai nostri occhi.

Nuvole di polvere e fumo, acqua che scivola lenta sul nostro corpo.
Bottiglie galleggianti, gatti telematici, animi corrotti.
E’ tutto uno spasso. Ironico e pungente. Parodia di sempre.
A prima vista sembra una scemenza, una ecatombe di narrazioni ed emozioni sfuggenti.
Lampi di luce ed ombre accecanti.
Voglia di riscattarsi. Passione, quella vera. Questa è vita.
Ridere, piangere e ridere ancora.
Struggersi dalla voglia di vivere. Evadendo dalla quotidianità.
Sentirsi libera, nuotando tra le onde.
Una bottiglia può far tanto.
Può contenere S.O.S disperati o semplici messaggi d’amore.
Può rapire l’anima.
Può annegare col tempo.
Il lieto fine è quello a cui ambiamo tutti.
Immane e crudele. Imprevedibile.
La storia siamo noi, in fondo.
E le melodie più belle, quelle partono dal cuore.
Sincere e profonde.
Luna

 

 

Il giardino segreto

giardinoTerzo volume di una quadrilogia.
E chi lo sapeva. 

Io ho cominciato a leggere senza curarmi del tempo passato.
Sottilmente decorato di intenso. Superbo ed accattivante.
Premonizione di un amore finito. Vita vissuta aspettando il ritorno.
E da cornice quel giardino di fiori.
Piante, alberi maestosi, foglie dalle vene prorompenti.
Cortecce, tronchi con anni di storia.
Immersi tra il verde due corpi che si sono aspettati.
Rimandando, da tempo, un incontro infinito.
E la fine è dietro l’angolo. Pronta ad esplodere.
La scrittura giapponese cela in sé misteri difficili da scoprire.
Io ci sono dentro fino al collo.
Tremendamente persa ed ostinata.
Inerme davanti a questa potenza.
Sprovveduta ed attenta.
Nascosto dietro quelle parole ci sta un cielo pieno di stelle.
Minuscoli vuoti d’aria protendono verso l’alto.
E tutto si colora di azzurro forte e di immenso.
La storia si riempie di viaggi e speranze. 
La natura promette silenzio incessante e costante armonia.
E le pagine si confrontano con il tempo. 
Sbiadiscono al sole come la memoria.
Ombre calde si dissolvono.
E sopraggiunge la sera.
Luna

CHOCOLAT

Iniziare qualcosa di nuovo è sempre difficile. L’idea di creare l’ennesimo fatto stupido – o semplicemente la paura di annoiarmi – incombe nei miei pensieri e mi rende confusa.
Tuttavia, quasi d’istinto, mi armo della mia migliore capacità di rischio e ci provo.
La posta in gioco non è alta. Vigliacca.
E’ in una giornata come questa che vale la pena di tentare. Oggi è quel giorno.
Bella mattinata di autunno. Il sole splende ed è stranamente caldo. Meravigliosamente caldo.
Vianne e la sua piccola arrivano nel villaggio di “Chocolat” in un giorno ventoso di carnevale.
La loro vita sta cambiando e – forse – anche quella degli altri. Mi sento avvolta da questa atmosfera misteriosa e magica. Tutto assume i colori dell’arancio e del cioccolato fuso colante.
Riuscire ad entrare nel cuore pulsante di un libro non è cosa da sempre; può risultare gravoso. A volte anche impossibile.
Questo romanzo non ti dà scelta. Prende amabilmente la tua attenzione e in cambio rilascia tutta l’aroma bollente del cacao e l’emozione avvincente della scoperta. Amarlo non è davvero complicato. Quando l’ho letto – non molto tempo fa – ricordo che avevo tanta voglia di pace. Nel mio animo ribolliva l’inquietudine e il disordine.
Un pò di magia era proprio tutto quello di cui avevo bisogno. E quando la magia non la si trova accanto a se, la si scopre incredibilmente nei posti più imprevedibili e strani. Alcuni di noi ritrovano quei luoghi molto lontano dalla propria persona. Altri semplicemente negli occhi dell’altro.
Il mio è nei libri. Splendidi ed infiniti tesori. Gioie di ogni giorno. Pensieri rubati da altri che hanno la forza di spiegarli.
Il finale non è sconvolgente, non imprevedibile, non inquietante. Tuttavia niente è banale. La scelta di Vianne, la storia della madre, la fede nelle certezze. Tutto fa presagire ad un ritorno.
Nel mio cuore invece lei non è mai andata via. La penso spesso. Forse perché è riuscita a lasciar libero il suo amore senza pensare. Senza pensieri.
Si è fatta amare su quel prato che li ha accolti come figli ricongiunti, finalmente, alla propria madre.
La penso tanto perché proprio in quello io ho fallito. O chissà, neanche ho tentato.
Forse la vita è davvero imprevedibile; o forse questa è l’amara speranza di chi non è riuscito a fare qualcosa nelle propria esistenza e si ripromette, continuamente, di agire appena il momento si presenterà.
Esiste davvero questo momento?
Luna