Confessioni di una maschera

confessioniEssere se stessi non è sempre facile e nemmeno automatico.
A volte la vita ci pone davanti degli obiettivi da raggiungere e delle scelte difficili e assurde.
Il tutto si complica se oltre a dovere essere perfetti il mondo ci obbliga a non essere “diversi”. A dover essere “normali”.
Un uomo che va avanti a fatica in un mondo fatto di convenzioni e obblighi morali può trovare il coraggio di opporsi all’antico retaggio culturale che vede il maschio schiavo di un esempio patriarcale  e tradizionalista, dove tutto ciò che non è eterosessuale è sbagliato. Immorale. Malato.
A volte, però, nascondersi appare l’unica soluzione. Porta dietro di sè un male oscuro; quello della vergogna e della falsa rassegnazione.
Provare a celare il proprio destino dietro ad un muro di falsità.
Cercare di estinguere la passione che brucia dentro.
Quella che gli altri non potrebbero mai accettare, o capire.
Perchè quell’amore diventa il frutto di una mente malata, di un corpo che cerca lo stesso sesso disperatamente: è solo questo per gli altri.
Solo la ricerca ostinata e ambigua della deformazione e dell’incanto.
Mai la comprensione, mai la ricerca del capire.
L’esistenza invece porta continue prove e mille interrogativi.
Perseguire i propri sogni e le più intime inclinazioni.
No, non è follia. E’ pura felicità.
Le maschere spesso non servono a niente. Celano solo la meraviglia che si nasconde dietro l’unicità della creazione di ogni singolo uomo.
Pensare al grande mistero che portiamo dentro di noi: questo è il profondo tesoro da trovare.
Invece delle lacrime ricercare un pianto di gioia.
Al posto dell’angoscia ritrovare lo stupore.
Unica la vita, irripetibile ogni esistenza.
E ogni attimo di pura follia può far ritrovare l’autenticità di un attimo.
Con dentro un insolito coraggio.
Luna

 

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Vampiro in pigiama

vampiro
Leggere questo libro mi ha fatto molto male.

Una sofferenza per me.
Semplice: parla di una malattia che, ormai da tempo, accompagna la mia famiglia invadendo un membro di essa.

Con leggerezza il protagonista ripassa nella sua mente, ricordandone ogni singolo momento, il periodo vissuto tra odori e colori profumati di malinconia.
Istanti eterni di profondo sconvolgimento.

Anima in pena che tenta di nascondersi dall’oscurità più profonda.
Parole gentili che mi ricordano di cosa è fatto il dolore. 
L’effetto nelle mie vene è strettamente personale e non contempla nient’altro di simile.
Ogni parola sussulta in fondo al mio cuore e ne rinasce più forte e violenta.
Ma questa è anche la storia di chi ce l’ha fatta a sconfiggere la paura del vuoto e la devastazione.
E’ il racconto della felicità.
Perchè finchè non ci vengono negate, le cose semplici vengono penalizzate a fronte di problemi e quotidiane difficoltà.
La mente non dimentica i piaceri più banali.
E una Coca Cola fredda davanti a un bel film può far rinascere il gusto dei sapori antichi, schiacciati dal tempo.
La luce può rifiorire dal tunnel più nero. L’anima rieccheggiare alla fine della guerra.
Io credo nell’energia della vita e nella forza delle persone.
Credo nella gioia delle piccole cose, nel valore di ogni singolo giorno che mi regala un padre ancora forte e combattivo.
E quando lui sta per cadere mi sembra che tutto possa crollare, di botto.
Ma i miei pensieri si colorano di buono quando dall’altra parte del vento c’è una voce che risponde: sì, qui tutto bene. Tu?
Luna

Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto

piedra
Nulla di nuovo in fondo. Sempre amore. In tutti gli stili.

Il dolore della perdita e la gioia dell’eternità.
Un accrescimento dell’anima e della mente.
Coelho realizza numerose suggestioni e speranze per tutti noi ma, per natura, non mi sento molto attratta dai suoi scritti.
Tuttavia trovo dentro le sue parole qualcosa di positivo che colpisce i miei ricordi portandomi a riflettere.
E quello che mi è rimasto in mente è questo: Io e l’Altra.
Niente di inconcepibile.
Un pensiero tutt’altro che strano.
Non ce ne accorgiamo, ma spesso siamo schiacciati dal peso delle responsabilità e dei doveri.
“Devo laurearmi, riuscire a trovare un lavoro, infine sposarmi. E’ così che va il mondo”.
Poi un giorno ci accorgiamo che ne abbiamo abbastanza, che non è questa la vita che vogliamo ma è solo ciò che ha deciso per noi il conformismo e le aspettative altrui.
E una mattina decidiamo di darci un taglio.
L’Altra cerca di dissuaderci. “Non puoi farlo, che farai se non vincerai il concorso. Che ne sarà degli anni spesi in studi e sacrifici?”.
Ecco nuovamente un sasso nel cuore, il buio in testa, la ragione cupa del tempo che passa.
Ma l’Io, quello dell’anima richiama limpidezza.
La vita è una sola. Va vissuta, finalmente intensamente.
Anche se i cambiamenti spaventano e si inizia a percorrere una strada diversa da quella tracciata dagli altri. Anche se la paura è lì, dietro l’angolo.
Voglio dedicare questo post a tutti coloro che la stanno percorrendo quella strada, quella che gli altri non approverebbero, quella che fa tremare.
Ma i passi sono quelli che facciamo noi mentre inseguiamo la nostra stella.
Siamo noi gli unici in grado di decidere. Noi quelli che viviamo la nostra vita.
E’ difficile. Possibilità di perdere? Tante. 
Voglia di provare? Immensa.
Rischi e probabilità. Questa è la vita.
Ed è il dono più grande che abbiamo.

Sprecarla sarebbe davvero l’unico peccato.
Luna