Il Maestro e Margherita

maestro
Il Diavolo arriva a Mosca.
E’ inutile nascondere tale evento, tutto ruota intorno a questo.

Attorno al Diavolo e a Gesù, che muore in croce.
Al centro ci sta sempre l’amore, questa mina vagante pronta ad esplodere.
Uno scrittore, maestro di storie e di emozioni, e una giovane sposa innamorata della vita che non ha mai avuto.
Giochi di carte, menzogne, follie che si accumulano e trucchi.
Magie scanzonate, pericoli in agguato.
Donne che diventano streghe, scope volanti, balli scatenati tra invitati ridotti solo alle ossa.
Convenevoli, accordi, richieste inespresse ed infine esaudite.
Personaggi storici dai pensieri che risuonano nel vento, pentimento e malinconia.
Un uomo misterioso in grado di vedere esattamente la morte di un altro uomo.
Inquietudine ed incanto.
Tutto questo succede in una città che respira meraviglia e abbandono.
Uomo e donna che si cercano nell’aria, dentro un romanzo senza tempo che suona di eternità.
Cosa sono disposte a fare due anime pur di ottenere l’amore eterno e la pace nel cuore?
Cosa può fermare i tormenti e il silenzio?
Da questo si può partire per cominciare a capire il filo della storia.
Adesso inizia l’incanto. E la pazzia.
Luna

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Le Beatrici

le beatriciChe ci posso fare, a me Stefano Benni  fa morir dal ridere.
Racconta di queste donne come se fosse normale parlare delle loro pazzie ed umiliazioni.
E’ tutto un contorno di umorismo e risate.
Ma anche di sottile malinconia e profonda tristezza.
Si inizia con Beatrice che aspetta la dichiarazione del suo Dante.”Mica si decide questo. E’ sempre una continua poesia e rima baciata.. e di concreto? Mica si vive di parole scritte!”.
Quanto mi ricorda le donne di oggi, così insoddisfatte dei loro amanti.
Poi ecco la suora assatanata e la mamma che continua ad aspettare il figliolo che cresce.
Una continua attesa la vita.
Una ricerca ininterrotta. Un’esistenza lenta ed inesorabile.
I racconti delle vecchine sono quelli più commoventi.
Non viene voglia di deridere alcunchè. Solo voglia di lacrime.
Perchè l’ironia uccide a volte e colpisce più forte e profondamente.
Peggio di una lama tagliente.
I nonnini che aspettano qualcuno che venga a prenderli.
La solitudine e il silenzio, una cornice perfetta.
Niente più passioni. Solo ricordi.
Parole intelligenti quelle di Benni. Pensate per rimanere dentro.
E tra personaggi, così diversi e misteriosi, ci si perde.
Per poi ridere.
E piangere.
E ridere ancora.
Luna

Cari mostri

benniOrribili immonde creature degne di rimanere nella melma più viscida.
Terribili squali dai denti enormi e affilati.
Bestie feroci e violente pronte ad assalirti e divorarti. Sono questi i mostri.
Quelli che immaginavamo da bambini, ingenui e timorosi.
Quelli che a volte sognamo quando la notte appare lunga ed irrimediabilmente fredda.
Ne abbiamo paura. Soffriamo. Tremiamo al ricordo di vecchi incubi.
Ciechi nelle nostre certezze. Folli nella propria ragione.
I veri mostri sono dentro di noi.
Vampiri e zombie in cerca di una pace eterna.
Oscure creature che si trascinano in esistenze lente e impietose.
Ma, se riesci a guardare oltre la nebbia confusione ed arrivare alla profondità del male, ecco che la realtà si svela ai nostri occhi.
I mostri, siamo noi.
Cattivi. Crudeli.
Insensibili. Invidiosi.
Stefano Benni te lo grida in faccia: Non meravigliarti degli altri, anche tu sei un mostro!
Poi leggi i suoi racconti e un brivido ti scuote dentro.
Ritrovi certe abitudini di vita. La rabbia che spesso viene fuori.
La cattiveria verso l’uomo e gli animali.
La povertà degli animi. La solitudine dei cuori.
Non posso non affermare con dolore che le strane creature, misteriose,  in fondo non lo sono poi tanto.
Siamo noi. Semplicemente.
Non bisogna cercarle chissà dove.
Sono ovunque.
In mezzo a noi. Dentro di noi.
Negli abissi infiniti, della coscienza nascosta.
Luna

Benni in teatro stasera. Alla ricerca dei veri mostri.

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Fahrenheit 451

fareIl fuoco. Elemento epico. Materia essenziale.
Paura o accoglienza? L’eleganza dell’invincibile.
Organismo che si distrugge. E si trasforma. In un attimo.
Come non esserne affascinati. L’ignoto attira.
E il sapere, a volte, fa paura. Per questo bisogna eliminarlo.
Chi vive all’interno di una bolla non può rifiutare gli ordini di chi ha il potere.
E nessuno può ribellarsi. Se non conosce. E non impara.
Ecco che allora l’intero mondo della cultura deve sparire in un attimo.
Al rogo i libri!
In un mondo dove i vigili del fuoco appiccano gli incendi, invece di domarli, si cresce in un clima d’ignoranza e moderazione, dove tutto è schematizzato e scontato.
E quello che fa più male è la mancanza di curiosità.
Sembra che tutto debba veramente andare così. Che il giusto sia vivere senza problemi, senza crearsi domande ed illusioni.
Ma quanto può durare davvero tutto questo?
E se gli uomini invece di domare i propri istinti, gli vanno incontro e iniziano a pensare.. A chiedersi…
Sono rimasta affascinata da questo mondo surreale che mi ha avvicinata, se possibile, ancor di più al mondo della letteratura.
E all’arte del saper trasmettere.
Perché tutto è ricordo. E memoria.
Tramandare le lettere e la storia. Ascoltare e apprendere.
Si inizia dal vissuto e dal passato. E da lì si va avanti.
E a volte si dimentica quanto sia importante CONOSCERE.
Per riuscire a prendere una scelta libera.
E condividere quello che è stato e che sarà.
Questa storia mi ha aperto la mente.
E per un attimo ho pensato: senza libri cosa sarei?
Oblio e tensione.
Poi il vuoto.
Luna

 

Che cos’è questo fuoco?

Che cos’è, questo fuoco che brucia la mente e mi prende per te. 
Era un gioco, scommessa, non so 
è diventata passione. 
Non confesso nemmeno a me stesso 
è un’assurda ossessione. 
Vieni, io ti chiamo ti vedo ogni notte 
ti sento già mia. 

Tu mi scoppi nella mente 
tu mi scoppi nelle vene. 
Un amore senza leggi, senza regole e catene 
queste mani come morsa, fatti prendere e serrare. 
Queste labbra sono il fuoco 
e ti debbono bruciare. 

Come un angelo dannato, la mia sete sazierai 
non saprai più dire basta, tu che adesso dici mai 
e l’amore più sfrontato 
io ti spiegherò il perché. 
Io ti insegnerò l’amore 
io ti insegnerò cos’è.