Il giro dell’oca

oca
Erri De Luca commuove.
In questo suo scritto cattura le emozioni che si hanno nel profondo e riesce a far venir fuori la verità.
Di desideri irrealizzati ne abbiamo tanti, non sempre portati alla luce.

Quello che fa l’autore è riscostruire la propria storia partendo dalle origini, sarà un viaggio fatto di ricordi e sensazioni inespresse.
Parlerà tanto, ma non sarà mai da solo.
Verrà fuori il figliolo che non ha mai messo alla luce, colui che è stato solamente ipotizzato.
Un filo conduttore terrà legate due anime diverse e ugualmente fragili.
L’inverno e il vino faranno la loro parte.
La scrittura di De Luca è asciutta e stranamente estroversa.
Pur con le sue difficoltà riuscirà a mettersi a nudo.
La sua coscienza sembrerà solida e rilassata mentre realizzerà un desiderio che tanti di noi bramano: essere ascoltati.
Lui riuscirà a trovare il tempo per riscoprire se stesso e la sua famiglia attraverso un viaggio lontano, fatto di delusioni e rabbia, paura e indiscrezione.
Sarà intenso, pure per i duri di cuore.
E’ la confessione di un uomo solo che ha vissuto più di mille vite.
Sarà sincero, onesto.
Pigro in alcune sue riflessioni, al figlio apparirà arido di spiegazioni.
Un romanzo insolito fatto di domande.
Domande alle quali non sempre l’autore trova delle risposte.
Domande che ci facciamo anche noi. 
Su cosa ci siamo lasciati sfuggire.
Quanto abbiamo perso di noi lungo la strada?
Quanto coraggio abbiamo avuto?
Le linee sembrano appena tratteggiate.
Ma la gioia della scoperta è ancora tutta lì.
Luna

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Manhattan beach

manhattan
La Egan scrive davvero bene. 

Parla di partenze e di ritorni inaspettati.
Di immersioni dai contorni ben definiti e mancati ritrovamenti.
La sua scrittura è pulita e lineare, fa comprendere bene i pensieri delle persone e le lacune dell’umanità. E’ la storia di una donna, di una famiglia sconvolta dal dolore della perdita, di una fuga per la salvezza e della rivincita della libertà. 
Negli anni della guerra era davvero difficile andare avanti cercando la normalità tra le pagine di una quotidianità ormai morta.
Nel marasma del tempo e tra la solitudine del cuore, Anna riuscirà a diventare la prima donna palombaro nella storia degli uomini.
Antichi meccanismi cominceranno a sciogliersi e, faticosamente, si verrà a galla dai pregiudizi e dalle menzogne.
La guerra delle donne è ancora agli albori, mentre un’altra è ormai sul finire.
Delusioni e paure accompagnano il cuore dei sopravvissuti, cercando il conforto di mani e dita intrecciate.
Alcune pagine di questo romanzo mi hanno veramente commossa. 
La mancanza della condivisione, sentirsi soli in mezzo a tanti alla ricerca dell’unico uomo che si vorrebbe veramente accanto.
Sono parole forti, momenti coscenziosi di vita vissuta e intima.
Alla fine il destino è ironico e pungente, richiamerà tutti.
Li spingerà ad oltrepassare quella porta, dove i sogni non esistono più e la realtà è davvero più di quello che mai si potrebbe immaginare.
Luna

L’assassinio del Commendatore

Le sue parole sono un nettare per i miei pensieri.
Murakami, io lo adoro.
E’ un viaggio nel tempo e nello spazio, nella conoscenza del più profondo lato di se stessi.

L’arte assume contorni indefiniti per poi realizzarsi nelle semplici linee del viso, e nei tratti incerti dell’uomo.
Il romanzo esplora le paure più profonde, indaga sul senso vero della vita e della morte.
Ci rivela l’importanza del contatto con la realtà e il lasciare andare i ricordi di chi ormai non è più con noi.
Ci culla nella morbidezza delle certezze più dolci della vita, nei caffè, nelle colazioni solitarie.
Ci anima di coraggio, ci porta davanti al senso pieno dell’esistenza.
Protagonista assoluta è l’arte e la creazione delle cose.
La forma dei pensieri rende magica l’idea della vita.
E le idee si manifestano in una concretezza spiazzante, fatta di colori e parole imprecise e deliranti.
La solitudine rivela un animo sofferente, in grado di riprendersi tutto ciò che ha perso per una imperitura e agghiacciante cecità.
Speranzosa come sempre, leggo il libro divorandone ogni pagina fino a raggiungerne la fine.
E quella arriva senza mai deludermi.
Le anime degli scomparsi non mi fanno paura, ma fanno da consolazione.
Perchè riprendere da dove ci eravamo fermati non sempre è un male.
Riacquistare ciò di cui ci eravamo separati può essere l’inizio di qualcosa di nuovo.
L’amore per la pace fa da perno alla volontà di reagire.
In un modo o nell’altro la vita ci sceglie.
E a volte sceglie per noi.
Estasiata da tanto animo, aggiungo cuore al cuore.
Ho voglia di sognare e, per attimo, chiudo gli occhi.
Mi raggiunge un’idea dall’alto della mia confusione.
Poi tutto è silenzio, e profonda serenità.
Luna

Gli inconvenienti della vita

vita
Cameron è un maestro dei dialoghi.

Di lui mi colpisce molto la profonda introspezione, le riflessioni acute e pungenti, le sottili venature della vita.
Il libro si compone di due racconti, due storie d’amore e di fallimento, di delusioni dell’umana esistenza e  realizzazione della propria capacità personale di resistere alle difficoltà.
Resilienza, volontà di recupero.
I protagonisti presentano se stessi attraverso i propri pensieri, ognuno di loro ha subito una perdita che la vita non riuscirà mai a restituire.
A volte lo scambio di battute appare superficiale, ma nasconde dentro le aspettative di animi infranti e la voglia di ricominciare ancora, più di prima.
Mi ha lasciato dentro un’infinita solitudine e la nostalgia dei giorni felici.
Ho amato l’intensa sofferenza trasmessa attraverso l’indifferenza alla vita, la voglia di porre fine ad una lotta travagliata per poi ritrovare la voglia di farcela negli occhi dell’altro.
Anime che si attaccano ad altre anime distrutte.
Voglia di sentire ancora emozione di vita, passione dell’esistenza altrui.
Per chi vuole sapere che gusto ha la vita nonostante la perdita.
Per chi ha fame intensa di legami.
Per chi vuole vincere una sfida.
E, a modo proprio, ce la fa.
Luna

Cronache di un venditore di sangue

sangue
Udite udite, la scrittura di Yu Hua è davvero incantevole!
L’ho amato, dalla prima all’ultima pagina.

Troverete crudeltà, tristezza, profondo sacrificio e amore, tanto amore.
E’ il racconto di un uomo e della sua famiglia, della povertà della Cina durante la Rivoluzione Culturale, dell’amore per i  figli e di quello che un uomo è capace di fare per salvare la propria famiglia.
Xu Sanguan è il protagonista della vicenda che narra di un’antica usanza, molto diffusa nella Cina di quei tempi, relativa alla vendita del proprio sangue.
Donare il sangue per noi è un gesto volontario e solidale, per Xu Sanguan è solo un modo per guadagnare dei soldi, per tirare avanti e sopravvivere.
L’amore di questo uomo per i suoi figli si scopre poco a poco, a volte io stessa l’ho messo in dubbio, ma puntualmente mi veniva confermato dai gesti semplici e significativi che per quegli anni rappresentavano la volontà di andare avanti per non morire.
Un piatto caldo di spaghetti, il vino di miglio al ristorante, il rientro a casa sulle spalle del padre, questo è amore.

Commovente e divertente, che dire, unico.
Felice Uno, Felice Due e Felice Tre vi riempiranno la testa con i loro problemi e caratteri così differenti.
Le tradizioni cinesi si intravedono tra un episodio e un altro, la solidità dei legami e la voglia della verità fanno da cornice a questa storia davvero commovente.
Questo romanzo ha l’anima della battaglia, della lotta per resistere alla fame aggrappandosi alla vita, ad ogni singolo alito e respiro, all’amore che viene messo in discussione per poi sbocciare di nuovo, più di prima.
Ho fatto un viaggio nel corpo di un uomo, ho colto la sua sofferenza e disperazione quando credeva di essere in punto di morte.
Ho sentito i suoi lamenti, la forza d’animo, la sua energia sprigionarsi da ogni fibra del corpo, fino ad esplodere di luce e immagini.
Colore, sfumature crema, energia e agonia.
Cina, sangue, morte.
Vita.
Luna

L’amica geniale – La saga

geniale
Sono sicura che la maggior parte di voi ha cominciato a seguire la serie de “L’amica geniale”, in onda sulla Rai.

Diversi di voi avranno già letto la saga.
Pochi davvero, sono sicura, saranno rimasti all’oscuro del fenomeno che ruota attorno alla scrittrice Elena Ferrante.
La sua scrittura ha davvero fatto scalpore; esiste, non esiste?
Mi sono disinteressata alla reale paternità dell’opera e mi sono buttata, invece, nel pieno della sua lettura.
Mi sono fatta trascinare e sono arrivata fino a lì, fino a Napoli.
Dove tutto parte e tutto torna.
Dove vi è l’inizio e la fine delle cose. La Napoli oscura, ma mai nascosta.
La violenza fa da contorno, l’amicizia di Lila e Lenuccia ne riempie tutti gli spazi.
Una storia vera, inventata, che importa.
Un amore intenso, un inno alla vita e alla sua libertà.
Un canto alle donne. Deboli e forti. Luce e tenebra.
Voglio farmi riempire da queste immagini, di bimbi che si stringono la mano e affrontano il Male senza macchia nè paura.
Voglio godere della luce di Napoli e del suo mare che avvolge le difficoltà.
Voglio crogiolarmi fra le strade del rione per poi ritrovarmi a Firenze, Milano, Pisa.
Una storia di coraggio e di fallimenti, la storia di una vita.
La vita di queste due anime vicine nell’amore verso la libertà e l’emancipazione.
Fragili di fronte ai legami e alle paure.
Voglio augurarmi di essere quell’amica geniale e di averla, per ciò stesso, individuata nell’altra e portata con me nel tempo.
Auguro a voi di passare, insieme alle vostre di amiche geniali, un Natale sereno, in musica e canti.
E che le nostre famiglie possano trovare la pace che meritano.
E una serenità che sa di vivace armonia.
E di amore ritrovato.
Luna

L’arte di conoscere se stessi

Non è un genio e nemmeno un signore, anzi, alcune sue affermazioni possono davvere stare sullo stomaco.
E’ un pessimista introspettivo, ansioso, scostante.
Devastanti le sue parole nei confronti dell’umanità, poco gentile con le signore, avezzo alla solitudine e all’indifferenza per gli esseri umani.
Eterni sconsiderati capaci solo di far del male.
Parole moleste le sue, difficile dargli torto a volte.
Certe frasi mi sono entrate dentro le vene e bruciano ancora.
Schopenhauer ha imparato a vivere la vita a modo suo, escludendo gli altri.
Totalmente.
La sua mente fredda analizza fenomeni sociali come il matrimonio o le aggregazioni tra gli esseri viventi: niente di più folle potrebbe decidere di fare l’uomo.
La tortura sarebbe meglio rispetto alle unioni familiari perchè da essa prima o poi se ne potrebbe trovare sollievo, dal matrimonio no.
Gli uomini sono capaci solo di offendere, ferire l’animo altrui, deriderlo.
Cattive le sue parole più di ogni altra cosa, ma scavando bene nel loro profondo una verità comunque mi appare chiara.
Invidie, gelosie ci appartengono dunque, fanno parte dell’uomo.
Il nostro essere nutre risentimento nei confronti dei più eccelsi, è l’inconscio che parla.
L’uomo è fatto di debolezze, riuscendo tuttavia  ad essere portatore di profonda forza e ragionevolezza, essendo altresì vulnerabile.
L’introspezione fa paura ed essa stessa ci osserva.
“Da come gli altri si comportano con noi non dobbiamo desumere e apprendere chi siamo noi, bensì chi sono loro”.
Questa mi appare come luce nelle tenebre del mio infinito.
E seppur fragile appare l’umanità, da essa possiamo trarne grandi valori.
Considerando la storia di grandi anime.
E di ordinari fenomeni.
Luna