Le intermittenze della morte

saramago
E’ un romanzo adatto al periodo che stiamo attraversando perchè parla di morte e disperazione.

Avete mai immaginato quello che potrebbe succedere se la morte decidesse di mettersi in sciopero?
La gente in fin di vita non morirebbe e resterebbe nel limbo per l’eternità, gli ospedali traboccherebbero di malati inguaribili e perennemente terminali, le case di riposo si riempirebbero di vecchietti.
Insomma sarebbe un autentico inferno.
Saramago riesce ad immaginare un mondo privo di morte in cui le famiglie vedono continuamente i propri famigliari ammalati in un’agonia eterna senza alcuna speranza.
La morte sarebbe un evento ambito perchè porterebbe con sè il naturale corso dell’esistenza umana, restituendole la giusta conclusione.
Per la serie, non sarebbe bello vivere in eterno.
Le conseguenza di un mondo senza morte non le avevo mai lontanamente immaginate, eppure sarebbe un autentico disastro, altro che vita eterna ed imperitura.
Con ironia e genialità, con cinismo ed intelligenza, Saramago ci guida dentro un paese disperato che cerca di seppellire i propri nn-morti con dignità e onore, a costo di trasgredire le regole accordandosi con la mafia del tempo.
La chiesa impazzirà per la mancanza di autorità e credibilità, tutto andrà verso lo sfascio.
Alla fine solo un’energia pura e semplice potrà salvare l’uomo.
Solo la potenza della vita riuscirà a stendere la morte.
Come sempre, l’amore vince su tutto.
Luna

Superba è la notte

superba
Non sono una grande lettrice di poesie, mi piacciono i versi, ma faccio fatica a farli davvero miei e mi perdo tra i tanti possibili significati.

Eppure mi sono ripromessa di leggere qualche verso prima di andare a dormire, anche qualcosa di semplice, se semplice può definirsi la poesia.
Ho deciso di iniziare con Alda Merini dopo essermi approcciata ad Antonia Pozzi, grazie ad un gruppo di appassionati lettori che mi riempie di suggerimenti.
La poetessa milanese mi appare una grande donna, oltre che essere una brillante penna.
La sua storia è assai commovente e dolorosa, traspare dalle sue parole così ricche di significato e di passione per la vita, seppur tanto dolorosa.

La sua lirica è fatta di sogni ripetuti, di figure che si perdono nel tempo, mi evoca emozioni lontane, volti amati come quello di mio padre, avvolti da fatali ricordi eppure presenti nella vita di sempre.
Emozionante, inafferrabile.
La sua scrittura fa male, è fatta di dolore e di lacrime estranee eppure sentite.
La sua vita sembra magica, irreale, eppure è miracolosamente vera ed è riuscita ad emergere tra quelle ombre dell’esistenza che l’hanno accompagnata fino alla fine dei suoi giorni.
Morire per rinascere, vivere ancora e poi morire d’amore.
Una grande ricamatrice.
Una vera arte.
Luna

Dedico questo mio scritto a mio padre. E a me, maturata nell’amore.

Nel cuore di Yamato

yamato
La scrittura giapponese è delicata e lenta nel cuore. 

Parla di uomini e donne fragili e duri come la notte, di vite che si intrecciano e, alla lunga. si ritrovano disperse.
Cinque storie piene di amore e sentimenti nati nel tempo, desideri inespressi nelle pieghe dei lunghi giorni e vita vissuta tra scoperte e sacrifici.
Il Giappone mi torna in mente con i suoi colori devastanti, di una luce immensa.
Il mondo orientale è pieno di simboli, messaggi nascosti nei gesti quotidiani, pura legge delle illusioni, realtà che trafigge.
Mi sono persa tra le varie storie dei protagonisti, mi sono illusa che tutti, prima o poi, avrebbero vinto, ma non è andata così.
Sono rimasta immobile, emozionata dalle parole di quella realtà rivelata a pochi, di un destino fantasma che non accetta sbagli.
Le piante e i fiori di quella terra mi hanno inondata di profumo e immagini nitide, mai assenti.
Mi sono sentita rigogliosa mentre la natura si mostrava ai miei occhi, nuda nella sua immensa perfezione.
E di fronte ad un miracolo del genere chi siamo noi per opporci al tempo e ai cambiamenti.
Possiamo noi combattere il tempo che decide delle vite, e la storia che va verso l’intramontabile?
Siamo solo polvere, e vento leggero.
Nuvole sparse.
Siamo isole e vulcani.
Siamo petali, fragili e asciutti.
Pronti a volare al minimo vento.
Pronti a cadere, nella terra bagnata.
Luna

Paranoia

paranoia(1)
Una donna davvero speciale. Unica.

E non perchè svolgeva una vita straordinaria o particolarmente diversa da tutti gli altri, anzi.
Una casalinga moderna, una vera mamma.
Una donna che non si è mai risparmiata e non ha sacrificato la sua grande passione alle pieghe del tempo.
Una famiglia di quegli anni, nei giorni sereni.
Pensieri assurdi, quasi fanciulleschi.
Forni che litigano con il tostapane, risate smarrite tra le pagine bianche.
Donna e mamma scrittrice. Favola americana.
Grazie a lei abbiamo scoperto cosa si prova ad avere i brividi lungo la schiena quando qualcosa si avvicina nel buio.
Un male sempre in agguato, pronto a colpirti nel vuoto.
Incomprensioni che diventano solitudine e paura.
Famiglie isolate, oscure tenebre.
Quando il terrore si fa voce ecco che il silenzio acquista forza.
Le case prendono vita e i fantasmi si vestono dei più nascosti pensieri.
Terrore e schianto. Urla nel vuoto.
Shirley Jackson ha creato il romanzo gotico e anche se alcuni suoi racconti non mi hanno fatto vibrare il sangue posso solo riconoscere il grande talento di una penna brillante.
So cosa si prova quando ci si sente seguiti, immaginario o realtà, chi può dirlo.
Cercare di trovare la strada giusta per poi perdersi, con l’eco delle voci scroscianti e le risa dei bambini.
La vita stessa ci offre infinite opportunità di coraggio e altrettante di virtù.
Allo stesso tempo la natura umana si rivela cattiva e vile, oltre ogni aspettativa.
La scelta vera e fiduciosa siamo noi, aspetta inerme.
Nei rapporti, nella vita eterna.
La famiglia può racchiudere in sè diversi fantasmi: l’invidia e la scelleratezza della gelosia.
L’amore si muta in odio.
Sta a noi. Sta solo a noi.
Luna. 

Città sola

citta sola
La solitudine è roba per tutti. Nessuno escluso.
Fa parte della vita, dell’esistenza umana, e fa paura.

Da tempo volevo leggere qualcosa di davvero profondo e sono contenta di essere incappata in questo saggio.
E’ un’opera di biografia che tocca le vite di molti artisti e fotografi famosi della New York di molti anni fa.
Personaggi insoliti e affascinanti, storie di bambini abusati, di legami irrisolti, di anime perse nel vuoto di una città soffocante.
Splendida la figura di Andy Warhol, genio eccentrico e tremendamente solo.
Fantasma di se stesso alla ricerca della creazione dell’opera perfetta, perfettamente incompleta.
Indagatori degli animi afflitti, cuori doloranti in corpi alla ricerca del movimento.
Il sesso un’arma usata per coprire la solitudine dell’interiore, spesse coltri di rabbia ricoprono i sensi ormai perduti negli albori del tempo.
Fratture inimmaginabili nascoste dal tram tram quotidiano, crepe dell’animo umano.
Pena, forse dolore per tutti loro.
Non si rimane indifferenti.
Lotte per i diritti civili, verso un manifesto che dice “No al silenzio, sì alle urla”.
Mai nascondere niente, tutto deve essere donato al pubblico.
Così si comincia a parlare dell’Aids, delle malattie che portano all’isolamento, al terrore del contagio da contatto, alla soppressione di tutti i desideri sessuali se animati da perversione.
La lettura di questo testo mi ha portato a conoscere tanti aspetti delicati sul tema della solitudine. 
Il senso profondo dell’altro porta, a volte, una paura straziante dell’incontro.
Il perdersi dentro se stessi provoca disagio e conoscenza.
Senso cupo dell’arrendersi. Tremenda voglia dell’illusione dell’amore.
Amare, sparire nel diverso, fondersi negli altri.
Voglia del reale, dell’unione.
Da leggere. Nella solitudine delle proprie stanze.
O tra il senso perdurante della riconoscenza.
Luna

Sette anni di Luna. Grazie a voi.
Dedico la mia solitudine a mio padre.
Sorgente di vita e di creazione.

L’altra verità

aldamerini
E’ stata rinchiusa in un manicomio per dieci anni. 

Anni di sofferenza e di rotture. Anni di disperazioni.
In quegli anni è riuscita ad innamorarsi, a concepire un figlio e a partorirlo.
E’ riuscita a gridare con tutte le sue forze il dolore che si portava dietro.
E’ riuscita a soprevvivere per riscoprirsi più donna di quello che credeva di essere.
Lei è Alda Merini e questa è la sua storia.
Poco più che bambina, e con due figlie già in famiglia, è stata rinchiusa in un manicomio dove usavano l’elettroshock come cura per la guarigione e la psicanalisi come rimedio per le anime. Quest’ultima è riuscita a salvarla da quell’inferno fatto di camici bianchi e sorrisi senza pietà.
Ha vissuto intensamente una storia d’amore con un malato poi trasferito in un’altra struttura.
Ha partorito una bambina che non ha mai visto.
E’ conosciuta come la poetessa “diversa”, la pazza della porta accanto.
Ha vinto numerosi premi, ha continuato a vivere.
Conoscere la storia di questa donna mi ha portato ad un livello di sublimazione assoluto.
Mi appare eterea, eterna.
La sua esperienza entra dentro le tue ossa e circola nel sangue come i vizi che ci portiamo dietro.
Lei è stupenda, magnifica.
La sua arte non è solo sacrificio ma speranza per tutti.
“Perchè la pazzia, amici miei, non esiste. Esiste soltanto nei riflessi onirici del sonno e in quel terrore che abbiamo tutti, inveterato, di perdere la nostra ragione”.
Luna

Il giro dell’oca

oca
Erri De Luca commuove.
In questo suo scritto cattura le emozioni che si hanno nel profondo e riesce a far venir fuori la verità.
Di desideri irrealizzati ne abbiamo tanti, non sempre portati alla luce.

Quello che fa l’autore è riscostruire la propria storia partendo dalle origini, sarà un viaggio fatto di ricordi e sensazioni inespresse.
Parlerà tanto, ma non sarà mai da solo.
Verrà fuori il figliolo che non ha mai messo alla luce, colui che è stato solamente ipotizzato.
Un filo conduttore terrà legate due anime diverse e ugualmente fragili.
L’inverno e il vino faranno la loro parte.
La scrittura di De Luca è asciutta e stranamente estroversa.
Pur con le sue difficoltà riuscirà a mettersi a nudo.
La sua coscienza sembrerà solida e rilassata mentre realizzerà un desiderio che tanti di noi bramano: essere ascoltati.
Lui riuscirà a trovare il tempo per riscoprire se stesso e la sua famiglia attraverso un viaggio lontano, fatto di delusioni e rabbia, paura e indiscrezione.
Sarà intenso, pure per i duri di cuore.
E’ la confessione di un uomo solo che ha vissuto più di mille vite.
Sarà sincero, onesto.
Pigro in alcune sue riflessioni, al figlio apparirà arido di spiegazioni.
Un romanzo insolito fatto di domande.
Domande alle quali non sempre l’autore trova delle risposte.
Domande che ci facciamo anche noi. 
Su cosa ci siamo lasciati sfuggire.
Quanto abbiamo perso di noi lungo la strada?
Quanto coraggio abbiamo avuto?
Le linee sembrano appena tratteggiate.
Ma la gioia della scoperta è ancora tutta lì.
Luna

Manhattan beach

manhattan
La Egan scrive davvero bene. 

Parla di partenze e di ritorni inaspettati.
Di immersioni dai contorni ben definiti e mancati ritrovamenti.
La sua scrittura è pulita e lineare, fa comprendere bene i pensieri delle persone e le lacune dell’umanità. E’ la storia di una donna, di una famiglia sconvolta dal dolore della perdita, di una fuga per la salvezza e della rivincita della libertà. 
Negli anni della guerra era davvero difficile andare avanti cercando la normalità tra le pagine di una quotidianità ormai morta.
Nel marasma del tempo e tra la solitudine del cuore, Anna riuscirà a diventare la prima donna palombaro nella storia degli uomini.
Antichi meccanismi cominceranno a sciogliersi e, faticosamente, si verrà a galla dai pregiudizi e dalle menzogne.
La guerra delle donne è ancora agli albori, mentre un’altra è ormai sul finire.
Delusioni e paure accompagnano il cuore dei sopravvissuti, cercando il conforto di mani e dita intrecciate.
Alcune pagine di questo romanzo mi hanno veramente commossa. 
La mancanza della condivisione, sentirsi soli in mezzo a tanti alla ricerca dell’unico uomo che si vorrebbe veramente accanto.
Sono parole forti, momenti coscenziosi di vita vissuta e intima.
Alla fine il destino è ironico e pungente, richiamerà tutti.
Li spingerà ad oltrepassare quella porta, dove i sogni non esistono più e la realtà è davvero più di quello che mai si potrebbe immaginare.
Luna

L’assassinio del Commendatore

Le sue parole sono un nettare per i miei pensieri.
Murakami, io lo adoro.
E’ un viaggio nel tempo e nello spazio, nella conoscenza del più profondo lato di se stessi.

L’arte assume contorni indefiniti per poi realizzarsi nelle semplici linee del viso, e nei tratti incerti dell’uomo.
Il romanzo esplora le paure più profonde, indaga sul senso vero della vita e della morte.
Ci rivela l’importanza del contatto con la realtà e il lasciare andare i ricordi di chi ormai non è più con noi.
Ci culla nella morbidezza delle certezze più dolci della vita, nei caffè, nelle colazioni solitarie.
Ci anima di coraggio, ci porta davanti al senso pieno dell’esistenza.
Protagonista assoluta è l’arte e la creazione delle cose.
La forma dei pensieri rende magica l’idea della vita.
E le idee si manifestano in una concretezza spiazzante, fatta di colori e parole imprecise e deliranti.
La solitudine rivela un animo sofferente, in grado di riprendersi tutto ciò che ha perso per una imperitura e agghiacciante cecità.
Speranzosa come sempre, leggo il libro divorandone ogni pagina fino a raggiungerne la fine.
E quella arriva senza mai deludermi.
Le anime degli scomparsi non mi fanno paura, ma fanno da consolazione.
Perchè riprendere da dove ci eravamo fermati non sempre è un male.
Riacquistare ciò di cui ci eravamo separati può essere l’inizio di qualcosa di nuovo.
L’amore per la pace fa da perno alla volontà di reagire.
In un modo o nell’altro la vita ci sceglie.
E a volte sceglie per noi.
Estasiata da tanto animo, aggiungo cuore al cuore.
Ho voglia di sognare e, per attimo, chiudo gli occhi.
Mi raggiunge un’idea dall’alto della mia confusione.
Poi tutto è silenzio, e profonda serenità.
Luna

Gli inconvenienti della vita

vita
Cameron è un maestro dei dialoghi.

Di lui mi colpisce molto la profonda introspezione, le riflessioni acute e pungenti, le sottili venature della vita.
Il libro si compone di due racconti, due storie d’amore e di fallimento, di delusioni dell’umana esistenza e  realizzazione della propria capacità personale di resistere alle difficoltà.
Resilienza, volontà di recupero.
I protagonisti presentano se stessi attraverso i propri pensieri, ognuno di loro ha subito una perdita che la vita non riuscirà mai a restituire.
A volte lo scambio di battute appare superficiale, ma nasconde dentro le aspettative di animi infranti e la voglia di ricominciare ancora, più di prima.
Mi ha lasciato dentro un’infinita solitudine e la nostalgia dei giorni felici.
Ho amato l’intensa sofferenza trasmessa attraverso l’indifferenza alla vita, la voglia di porre fine ad una lotta travagliata per poi ritrovare la voglia di farcela negli occhi dell’altro.
Anime che si attaccano ad altre anime distrutte.
Voglia di sentire ancora emozione di vita, passione dell’esistenza altrui.
Per chi vuole sapere che gusto ha la vita nonostante la perdita.
Per chi ha fame intensa di legami.
Per chi vuole vincere una sfida.
E, a modo proprio, ce la fa.
Luna