Adesso

 

downloadIo sono qui.
Aspetto da tempo una risposta a questo silenzio che mi attanaglia il cuore.
Dentro mi urla forte. Il silenzio, quello vero.
Poi arriva lui e da’ un senso a tutto questo caos.
L’ordine riporta la luce all’esistenza.
La luce confonde la notte.
Il sogno si avvera.
Cieche parole quelle della Gamberale. Non sanno dove stanno andando, ma partono ugualmente.
La mente le divora annientandole voracemente.
Nulla appare scontato. Niente è facile da carpire.
Solo suggestioni dell’anima.
E voci che rimbombano.
L’amore non sembra essenziale ad un cuore trasandato e poco attento.
E quando ci si ferma a esaminare la strada percorsa, le vie intraprese appaiono vane. Se non c’è l’amore.
Quell’essere ribelle e capriccioso.
Quella natura ostinata e attenta.
Fragile e delicata.
Niente viene affidato al caso.
Solo l’amore. Quell’eterno movimento.
Quell’anima colmata dall’aria e dal cielo.
Due vite che si alleano e si aggrappano indissolubilmente.
Energia che si crea. Si trasforma. Si rinnova.
Ricerca senza fine. E il fine, la felicità.
Luna

Il figlio maschio

il figlioDa sempre mi sono chiesta perchè l’erede della famiglia deve essere considerato, veramente, il figlio maschio.
Perchè porta il cognome del padre?
Perchè gli uomini sono più capaci? Più coraggiosi?
Le risposte sono tante e tutte diverse tra loro.
Una cosa è davvero certa però: le donne nascono capaci quanto gli uomini.
E se fossero più in gamba dei propri mariti? E dei fratelli?
Inaccettabile. Troppo audace come affermazione.
Eppure la storia lo dimostra.
Non quella dei libri che abbiamo sottolineato a scuola. Non necessariamente.
Ma la vita di tutti giorni. Vissuta momento per momento.
Le donne. Esseri sublimi, delicati, ma forti.
Le storie le hanno inventate loro. E tramandate nei tempi.
Raccontate ai piccoli uomini. Insegnate alle giovani donne.
La vita siciliana è piena di odori e sapori al femminile.
Donne che si sono inventate nel tempo.
Anime in pena, pronte a rialzarsi. E a combattere.
Menti sottili e raffinate. Mamme attente e obbedienti.
E se non vogliamo accogliere l’idea della donna intraprendente e indipendente, più dell’uomo, beh, ammettiamo allora che donne e uomini sono uguali.
Scopriremo insieme che non lo sono veramente.
Impareremo ad amarli perchè diversi.
Fragili e indifesi. Forti e temerari.
Ma tutti preda delle sofferenze e delusioni.
Vittime della paura. Scaldati dalla speranza.
Perchè quella accomuna tutti.
E tutti, insieme per la strada, tortuosa ed immensa, della vita.
Luna

E a proposito di virtù e qualità, ecco cosa mi ha scritto un caro amico di blog (in altra sede):
E’ un onore grandissimo, per me, ricevere questo tuo commento. Alla tua salute, cara compagna. Che la vita e chiunque ti circonda, possa sempre mostrare gratitudine e ammirazione nei tuoi confronti per tutto ciò che hai meritevolmente guadagnato con le tue infinite risorse. Sei semplicemente mitica!! LUNAA!!
Commossa e senza parole. Grazie infinitamente Tommy.

 

La cena

cenaSensazionale. Senza ombra di dubbio.
Ispira tanta rabbia e delusione. Poi alla fine ho capito… siamo tutti pazzi!

Una famiglia tra le tante, “normale”.
Una bella cena fuori, un locale alla moda che richiede disinvoltura e stile.
Due fratelli e le rispettive mogli.
Un pasto formale. Portate deliziose e poco generose.
Chiacchiericcio isterico e disinteressato. Ideale per evitare l’argomento davvero importante: i propri figli.
Cosa avranno mai combinato?
Ma via, roba di poco conto. Scherzavano, è stato un incidente. Non volevano fare del male a nessuno. E poi alla fine.. mica è grave uccidere una senzatetto! Cosa vorrà mai dire in una società che va avanti e non risparmia nessuno!
E in clima di violenza e disperazione il personaggio che mi fa davvero paura è lei… Claire.
Donna pericolosa.  Capace di tutto pur di difendere la propria famiglia.
Che detta così la cosa sembrerebbe un pregio, ma nasconde dentro un mostro pronto ad attaccare chiunque possa solo minacciare la serenità della propria vita.
Mi sono fatta mille domande dopo aver terminato la lettura di questo romanzo, più che mai reale e moderno. E io al loro posto, che farei?
Quanto sarebbe importante per me la vita degli altri? Quanto l’impunità di mio figlio?
Cosa sarei disposta a perdere? La felicità del mio nido o la propria coscienza?
E se tutto potesse davvero tacere… un segreto così.. si potrebbe mantenere per tutta una vita?
Sono sicura, dentro la mia anima brucerebbe.
E la mente, contorta invocherebbe il silenzio.
Taci. Taci.
Luna

Quattro etti d’amore, grazie

ettiNon posso credere di non aver scritto io questa storia.
L’idea è mia. Assolutamente.
A me capita di continuo.
Quando sono in macchina, in mezzo al traffico, ferma al semaforo.
Mi metto a guardare in giro. Ed osservo.
Le macchine vicine sono piene di gente, di persone con facce ognuno diverse da quelle degli altri.
Ed è proprio in quei momenti che comincio ad immaginare…
In base alle espressioni, alle mani nervose e nevrotiche, alla voce urlante e i gesti silenziosi.
E penso.. chissà com’è la sua vita..
Secondo me questo è un uomo importante. Questa qui è sicuramente single.
Chissà se sono felici?
Nel romanzo in questione invece, le due protagoniste immaginano la vita dell’altra semplicemente guardando la spesa contenuta ognuno nel proprio carrello.
“Che cosa strana” ho pensato…
Al limite, guardando i cibi che acquistano gli altri si può intuire il regime alimentare.
Magari anche il numero dei componenti della famiglia.
O forse la presenza di bimbi a casa (vedi pannolini o roba simile).
Mai avrei immaginato che si potesse davvero così tanto immaginare…
Le due donne cominciano a costruire pian piano la vita dell’altra, mettendola necessariamente a confronto con la propria.
Si pensa sempre che gli altri siano più felici di noi stessi.
Dall’esterno si vede solo quello che la gente vuole mostrarci. O quello che noi vogliamo vedere.
Una moglie e mamma. Un’attrice sola.
Sembra niente, invece hanno tanto in comune.
Vogliono scappare, resistere ad una routine senza fine.
Vogliono essere capite. Vogliono essere felici.
Si concentrano così tanto sulla vita dell’altra, che cominciano a trascurare la propria.
Accorgendosi che quello dal quale vogliono fuggire è semplicemente il loro punto di partenza.
Un punto di arrivo che non è mai scontato.
Una ricerca che non è mai conclusa. Ma infinita.
Luna

Venivamo tutte per mare

venivamoLeggere questo libro è stato come immergersi tra voci, urlanti e silenziose, di mille donne, tra mille storie.
Una voce corale, così si presenta il racconto.
La verità brucia ad ogni frase e parola che scorre davanti.
Una realtà che fa male. 
La voce delle “spose in fotografia”. Le voci.
La speranza di poter trovare lontano da casa un piccolo spiraglio di felicità. Un uomo capace di proteggere e capire.
Scoprire il mondo di bugie e crudeltà. Mariti che sono animali da lavoro, uomini che costringono le loro giovani spose “per corrispondenza” a spaccarsi la schiena ogni giorno, senza la possibilità di fiatare, per poi concedersi ogni sera svuotando la mente dal mondo dei sogni e desideri che si aspirava di realizzare.
Queste unioni andavano al di là dei matrimoni combinati.
L’unica certezza era una foto… il promesso sposo lo si poteva solo immaginare. Le parole arrivavano successivamente… promesse effimere piene di menzogne e falsità.
Giovani donne giapponesi stipate in una nave con la voglia di cambiare, con la speranza di un’America libera da ogni discriminazione e incomprensione.
La realtà fa male davvero. Quanta delusione nei loro occhi…. mentre da sole partoriscono e il giorno dopo legano il bimbo alle loro spalle per riprendere il lavoro dei campi.
Mentre si concedono all’ennesimo uomo perché il marito ormai si è dimenticato della loro esistenza.
Quando avvertono alle loro orecchie le frasi dette dalla padrona bianca contro la loro vita vuota e massacrante.
Tornare nella propria patria è impossibile. Un’onta per la famiglia che tanto si ama e si rispetta.
Una sottile linea di malinconia. Profonde ferite che si portano per sempre dentro il cuore.
Donne che a volte, nel silenzio del loro pianto, si ricordano che un tempo osavano ancora sperare.
Non ho mai conosciuto una persona che potesse raccontarmi una storia del genere, vissuta sulla propria pelle.
Sentirla con le proprie orecchie avrebbe, forse un suono diverso. Ma in effetti non saprei dirlo con certezza.
Le emozioni arrivano comunque. Come una cascata in piena.
Queste donne, mogli e compagne appaiono nitide e ben delineate.
Non è un caos confusionale, tutte le voci sono definite e precise. All’interno del marasma della disperazione.
A volte ci si lamenta dei tempi, della nostra vita.
E’ vero che ogni periodo della storia è pieno delle sue difficoltà connesse ad un mondo che va sempre troppo veloce.
Ma la vita di ciascuna di queste donne è l’esempio calzante di come le attese vengono spesso deluse e ridicolizzate.
Di come bisogna solo puntare sulle proprie forze.
Di come a volte fuggire possa essere l’unica salvezza possibile. E a volte no.
Luna