L’altra verità

aldamerini
E’ stata rinchiusa in un manicomio per dieci anni. 

Anni di sofferenza e di rotture. Anni di disperazioni.
In quegli anni è riuscita ad innamorarsi, a concepire un figlio e a partorirlo.
E’ riuscita a gridare con tutte le sue forze il dolore che si portava dietro.
E’ riuscita a soprevvivere per riscoprirsi più donna di quello che credeva di essere.
Lei è Alda Merini e questa è la sua storia.
Poco più che bambina, e con due figlie già in famiglia, è stata rinchiusa in un manicomio dove usavano l’elettroshock come cura per la guarigione e la psicanalisi come rimedio per le anime. Quest’ultima è riuscita a salvarla da quell’inferno fatto di camici bianchi e sorrisi senza pietà.
Ha vissuto intensamente una storia d’amore con un malato poi trasferito in un’altra struttura.
Ha partorito una bambina che non ha mai visto.
E’ conosciuta come la poetessa “diversa”, la pazza della porta accanto.
Ha vinto numerosi premi, ha continuato a vivere.
Conoscere la storia di questa donna mi ha portato ad un livello di sublimazione assoluto.
Mi appare eterea, eterna.
La sua esperienza entra dentro le tue ossa e circola nel sangue come i vizi che ci portiamo dietro.
Lei è stupenda, magnifica.
La sua arte non è solo sacrificio ma speranza per tutti.
“Perchè la pazzia, amici miei, non esiste. Esiste soltanto nei riflessi onirici del sonno e in quel terrore che abbiamo tutti, inveterato, di perdere la nostra ragione”.
Luna

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Cent’anni di solitudine

solitudine
Universalmente conosciuto come un capolavoro dei nostri tempi, questo romanzo è molto di più di una saga famigliare.

E’ storia, è pura letteratura, sconfitta e vittoria.
E’ la vita di una famiglia, un viaggio nella guerra e negli ideali, visionario e magico.
I personaggi sono innumerevoli e con loro abitudini e magie.
Davanti a noi appaiono come degli specchi, quadri delle nostre imperfezioni e ostilità.
Impareremo ad amarli tutti, a modo nostro, a modo loro.
Padri e madri sopravvissuti alla povertà e alla sofferenza, gemelli identici e speculari, sogni intensi di verità e amori proibiti.
Conosceremo Ursula e la sua dolcezza severa e assurda. La spieremo tra le pagine dei suoi ricordi, nella cecità più assoluta.
Ameremo il vecchio Josè Arcadio Buendià e tutti i suoi figli.
Aureliano il Colonnello, i 17 Aureliani, Pilar Ternera, Amaranta, Remedios la bella.
Sono ancora tutti dentro di me e li amo più di prima.
Adoro questa antica famiglia, persa in una terra da loro stessi fondata e che assomiglia alle nostre case e ai nostri rifugi sicuri o incerti.
Macondo è viva e vive grazie a loro.
Dopo i Buendià niente esiste più.
E’ come un antico manoscritto che si lacera mentre si sfoglia l’ultima pagina.
E’ come una leggenda del vissuto e non vissuto, perso nei meandri di un tempo che è stato.
La solitudine di questa famiglia è un porto sicuro in cui approdare ogni giorno, in qualunque tempo della nostra vita.
E’ carne e malinconia, è rabbia e terrore.
E’ una donna che canta nel vento, è un anziano signore incatenato sotto un albero.
Come tutte le grandi famiglie anche questa è destinata a scomparire.
Senza eredi in carne ed ossa, ma tra le pagine di un libro.
Nel racconto che mi accingo a ricordare.
Luna

Requiem

requiem
E’ una strana storia questa.
E’ il racconto di un viaggio, introspezione dell’anima.
Il nostro protagonista va alla ricerca di risposte, di verità nascoste dentro muri di pietra, parole dorate, desideri inespressi.
Sarà un percorso del cuore, una continua scoperta.
In un misterioso molo di Lisbona accade quello che può accadere in qualsiasi molo: un incontro.
Un famoso poeta ispirerà la storia di una vita parlando di una letteratura dell’inquietudine, di un animo tormentato e fragile, di suicidi, di aborti, di vita.
Tra intensi profumi di piatti prelibati si scioglieranno confidenze e segreti di un’esistenza. Due amici si rincontrano dopo anni di conoscenza, si riconoscono, si abbracciano.
Verrà fuori la storia di una vita vissuta nelle continue complessità, nelle paure di un amore ambivalente, di un amore finito.
Un pensiero ancora: sarà davvero stato un figlio premuroso?
Sarò bastato al mio padre malato? Avrò fatto abbastanza?
Forse sono le domande che ci facciamo continuamente. Forse è la voce della nostra coscienza.
Forse quello di Tabucchi è il viaggio intrapreso da ognuno di noi, è la scoperta della nostra verità, personale, intima.
Sono rimasta catturata, rapita in un attimo.
Con lui ho camminato per mano, ho parlato con la Zingara, ho comprato una Polo.
Con lui ho conversato a lungo.
Mi è piaciuto.
E con lui, Pessoa.
Luna

Il giro dell’oca

oca
Erri De Luca commuove.
In questo suo scritto cattura le emozioni che si hanno nel profondo e riesce a far venir fuori la verità.
Di desideri irrealizzati ne abbiamo tanti, non sempre portati alla luce.

Quello che fa l’autore è riscostruire la propria storia partendo dalle origini, sarà un viaggio fatto di ricordi e sensazioni inespresse.
Parlerà tanto, ma non sarà mai da solo.
Verrà fuori il figliolo che non ha mai messo alla luce, colui che è stato solamente ipotizzato.
Un filo conduttore terrà legate due anime diverse e ugualmente fragili.
L’inverno e il vino faranno la loro parte.
La scrittura di De Luca è asciutta e stranamente estroversa.
Pur con le sue difficoltà riuscirà a mettersi a nudo.
La sua coscienza sembrerà solida e rilassata mentre realizzerà un desiderio che tanti di noi bramano: essere ascoltati.
Lui riuscirà a trovare il tempo per riscoprire se stesso e la sua famiglia attraverso un viaggio lontano, fatto di delusioni e rabbia, paura e indiscrezione.
Sarà intenso, pure per i duri di cuore.
E’ la confessione di un uomo solo che ha vissuto più di mille vite.
Sarà sincero, onesto.
Pigro in alcune sue riflessioni, al figlio apparirà arido di spiegazioni.
Un romanzo insolito fatto di domande.
Domande alle quali non sempre l’autore trova delle risposte.
Domande che ci facciamo anche noi. 
Su cosa ci siamo lasciati sfuggire.
Quanto abbiamo perso di noi lungo la strada?
Quanto coraggio abbiamo avuto?
Le linee sembrano appena tratteggiate.
Ma la gioia della scoperta è ancora tutta lì.
Luna

Manhattan beach

manhattan
La Egan scrive davvero bene. 

Parla di partenze e di ritorni inaspettati.
Di immersioni dai contorni ben definiti e mancati ritrovamenti.
La sua scrittura è pulita e lineare, fa comprendere bene i pensieri delle persone e le lacune dell’umanità. E’ la storia di una donna, di una famiglia sconvolta dal dolore della perdita, di una fuga per la salvezza e della rivincita della libertà. 
Negli anni della guerra era davvero difficile andare avanti cercando la normalità tra le pagine di una quotidianità ormai morta.
Nel marasma del tempo e tra la solitudine del cuore, Anna riuscirà a diventare la prima donna palombaro nella storia degli uomini.
Antichi meccanismi cominceranno a sciogliersi e, faticosamente, si verrà a galla dai pregiudizi e dalle menzogne.
La guerra delle donne è ancora agli albori, mentre un’altra è ormai sul finire.
Delusioni e paure accompagnano il cuore dei sopravvissuti, cercando il conforto di mani e dita intrecciate.
Alcune pagine di questo romanzo mi hanno veramente commossa. 
La mancanza della condivisione, sentirsi soli in mezzo a tanti alla ricerca dell’unico uomo che si vorrebbe veramente accanto.
Sono parole forti, momenti coscenziosi di vita vissuta e intima.
Alla fine il destino è ironico e pungente, richiamerà tutti.
Li spingerà ad oltrepassare quella porta, dove i sogni non esistono più e la realtà è davvero più di quello che mai si potrebbe immaginare.
Luna

L’urlo e il furore

urlo e furore
Un romanzo corale, delirante.

Voci confuse si intrecciano alla ricerca di una verità narrante.
Tutto possiede dei sottili risvolti, volti di paura e anime piene di terrore.
La prima: bambino cresciuto, legato ai ricordi che lo riconducono alla sorellina. Voce spezzata dalle illusioni perdute. Campi di grano incolti.
La seconda: ragazzo ossessionato dalla verginità della sorella, emblema dell’onore della famiglia da sostenere e proteggere ad ogni costo. Cuore squarciato da una sofferenza estrema. Suicida.
La terza: uomo crudele, cresciuto contro la sua volontà da un padre ubriacone e una mamma malata. Sarebbe voluto diventare una persona diversa, è irrealizzato. Si appropria di qualcosa non sua che alla fine gli viene rubata. Egoista e morbosamente arrabbiato con il suo sangue.
La quarta: domestica nera. La madre di tutti, testimone del tempo. Modello di donna e famiglia del passato. Voce dei cuori degli altri. Rivelatrice di virtù e di ricordi persi negli anni.
Mancano le parole di lei, dell’eterna Caddy.
Lei come protagonista ha un ruolo dominante: apparire sempre e non parlare mai.
Lei, la dannata.
Procreatrice di disastri, femmina ribelle. Troia per tutti.
Scapperà nel nulla, tornerà per ferire, sparirà di nuovo.
La storia di questa famiglia saprà stupire oltre ogni dubbio iniziale.
Bisognerà oltrepassare la scrittura difficile da concepire, aldilà di una frase interrotta, fuori dal delirio dei protagonisti.
Alla fine, incanta. 
Tra urla e stupore.
Tra grida e tremore.
Luna

Gli inconvenienti della vita

vita
Cameron è un maestro dei dialoghi.

Di lui mi colpisce molto la profonda introspezione, le riflessioni acute e pungenti, le sottili venature della vita.
Il libro si compone di due racconti, due storie d’amore e di fallimento, di delusioni dell’umana esistenza e  realizzazione della propria capacità personale di resistere alle difficoltà.
Resilienza, volontà di recupero.
I protagonisti presentano se stessi attraverso i propri pensieri, ognuno di loro ha subito una perdita che la vita non riuscirà mai a restituire.
A volte lo scambio di battute appare superficiale, ma nasconde dentro le aspettative di animi infranti e la voglia di ricominciare ancora, più di prima.
Mi ha lasciato dentro un’infinita solitudine e la nostalgia dei giorni felici.
Ho amato l’intensa sofferenza trasmessa attraverso l’indifferenza alla vita, la voglia di porre fine ad una lotta travagliata per poi ritrovare la voglia di farcela negli occhi dell’altro.
Anime che si attaccano ad altre anime distrutte.
Voglia di sentire ancora emozione di vita, passione dell’esistenza altrui.
Per chi vuole sapere che gusto ha la vita nonostante la perdita.
Per chi ha fame intensa di legami.
Per chi vuole vincere una sfida.
E, a modo proprio, ce la fa.
Luna