Betty

betty
Simenon è l’esempio chiaro ed evidente di come non sia necessario un intricato giro di parole per raccontare la storia di una vita ed  un complicato animo umano.
Le parole, scelte bene, assumono un ruolo determinante nella narrazione eludendo inutili arricchimenti letterari ed estenuanti argomentazioni che distraggono il lettore poco attento e frettoloso.
Con questo meraviglioso autore tutto ciò non può accadere.
Le parole nei suoi scritti non si trovano lì a caso, ciascuna di esse è scelta con cura ed attenzione. Quella, proprio quella.
Ed ecco che si snocciola una storia che non ha dell’incredibile, potrebbe essere la vita di chiunque.
Spesso è un borghese, una donna sposata, una come tante.
Ogni vita ed animo umano può celare in sé situazioni enigmatiche ed  imprevedibili.
Una donna al bar che ha fretta di bere ci porta a pensare che abbia voglia di dimenticare il suo passato.
O il presente.
Betty è quella donna, sposata con un uomo facoltoso, sempre alla ricerca della felicità.
In fondo lei è come tutti noi, ha solo voglia di essere ascoltata. Capita.
Ed è il lettore che si troverà pronto a farlo, inconsapevolmente.
Saremo lì con lei seduti al bancone.
Prenderemo un drink e la guarderemo incuriositi.
Lei ci guarderà con quel suo viso sconfortato e si chiederà cosa c’è che non va nel suo abbigliamento e del perché la stiamo fissando.
Ci avvicineremo lentamente per non farle paura.
Guarderemo il suo bicchiere e poi alzeremo gli occhi che incroceranno i suoi.
E lei in quel momento, in quel preciso momento, inizierà a parlare.
Confiderà in noi, si affiderà al nostro tempo.
Ed ecco che la magia è fatta.
Iniziate a sfogliare.
Pagina dopo pagina.
Lentamente, voracemente.
E ditemi se davvero non ritrovate la poesia della normalità nelle storie comuni di vite ordinarie.
E uomini comuni attori dei nostri giorni.
Protagonisti nelle nostre vite.
Luna

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Il racconto dell’ancella

ancella
In un futuro prossimo, o già passato, le donne saranno legate ad un uomo al solo fine di procreare.

Le mogli staranno a guardare il lento “stupro consenziente”, obbligatorio per legge, sperando nel concepimento di un piccolo essere che poi chiameranno FIGLIOMIO.
L’onta cadrà su quella donna, utile solo per metà, che non riuscirà a donare la vita.
La morte, a chi correrà il rischio di innamorarsi davvero e fare l’amore con un uomo, non Comandante.
Tale storia è raccontata senza vergogna alcuna da una giovane ancella, donna reale e fantastica, che accompagna il lettore all’interno di una storia fatta di profonde verità e di insane passioni.
I clubs privati diventano lo sfogo di logori corpi alla ricerca della libertà.
L’amore, sfuggente utopia.
Fughe disperate che terminano nel suicidio.
Passioni, inganni leggeri solo per capire cosa c’era prima di tutto questo.
Il messaggio che la Atwood ha voluto lanciare è davvero privo di ombra e segreti.
La linea sottile di una realtà incandescente giunge ai giorni nostri e appare lunga e contorta.
Il pensiero è chiaro, le menti lucide lo avvertono: siamo tutti degli schiavi, utilizzati ai fini vantaggiosi dei pochi che credono di avere il  potere.
La donna, macchina della fecondità dal ventre promiscuo e poderoso.
Ancella dell’ubbidienza, curatrice della salute e della famiglia.
L’uomo, incapace di amare, strumento utile per la prole e per ripopolare il pianeta.
I sentimenti, utopie abbandonate nel tempo.
Ordine e costruzione, vita da non sprecare nelle emozioni.
Bianco e nero. Verde, rosso, azzurro intenso.
Il mondo.
Vento che soffia nei cuori spezzati dai ricordi dell’anima.
Luna

Viva la vida!

frida
Eccezionale racconto della vita di una donna.
Un essere speciale in tutte le sue forme e dimensioni.

Corpo: martoriato da un incidente che sa dell’incredibile.
Anima: leggera, dalla voglia di vivere incommensurabile.
Mente: elastica e voluminosa con la voglia di esprimere e scoprire.
E’ lei, Frida, donna dalle mille sfaccettature pronta ad esplodere e volare verso l’infinito.
Se volete conoscere la storia della sua vita allora questo non è il libro giusto.
Qui troverete esclusivamente i suoi pensieri, i suoi desideri più profondi, trascinati da una nube di tormenti e delusioni.
Un amore che ha rovinato per sempre attese e speranze.
Un matrimonio voluto fortemente nonostante le incomprensioni e i contrasti.
Ed infine, il Messico, una terra selvaggia dai colori forti e dalle idee attente e rivoluzionarie.
Personaggi, che hanno fatto la storia, l’hanno conosciuta e amata.
Uomini e donne hanno assaporato la sua linfa viva e brillante.
Frida si perde tra le pagine di una realtà dai mille volti e sfaccettature.
Amanti e amici.
Sguardi e parole. Tutto parla di lei.
Cuore pulsante di vita, della voglia di non mollare.
Morte e rinascita, lunghe attese di felicità e incanto.
Ebbrezza che scorre lenta tra arte e profondità.
E se la vita è breve l’illusione lo è ancor di più.
Rimane solo il ricordo di aver amato, un tempo.
Mentre le viscere chiedono la pace e i pensieri solo il perdono.
Pietà, per non aver mollato mai e così fortemente sofferto.
Comprensione, per un corpo trafitto dal pianto e uno sguardo perduto nel tempo.
Luna

Al mio amico Arthur. Un mio personale pensiero a chi ha dato tanto nell’invisibilità dell’etere e ha creato un mondo fatto di legami veri e di immagini che non si perderanno nel tempo. Luna

Questo è il link della PaginaNatalizia2017. Nata dall’amore di tutti noi per le tradizioni e l’amicizia. Dedicata ad Arthur, naturalmente. 
http://www.scriveregiocando.it/natale17.html

Invisible Monsters

monster
Storia crudele fatta di incredibili verità.
Un viso rovinato dalla paura e dalle aspettative di vita.

Una bellezza che fa male, un amore che uccide.
Una modella perde il suo fascino per via di un colpo di fucile.
Non ha più mascella, la sua debole lingua pende all’infuori come una bandiera che si muove al vento.
Uno specchio rotto che non riesce più a riflettere.
E poi il fato aiuta due destini fatti per incontrarsi: donna sfregiata e donna creata.
Anime fatte di pura energia rovinosa, vite tristi di esistere, corpi stanchi di apparire.
Voglie invisibili, desiderio di sparire nel nulla tra tanti visi uguali, intatti, come dal nulla creati.
Speranze infrante, legami ritrovati, eventi ripetuti nel tempo.
Il linguaggio di Palahniuk è asciutto, pulito, grida lacrime.
La vicenda si complica, poi si assottiglia e infine si delucida come uno spiraglio di luce che rischiara gli attimi di eternità.
L’attrazione fra due anime può essere fatale, il feeling veloce e duraturo. Ritrovato.
La società moderna mette tutti a dura prova, si chiede tutto, sempre di più.
Le capacità sviluppate negli anni non sono mai sufficienti, ci vuole altro, altro ancora.
La bellezza eterna non esiste, quella duratura deve avverarsi.
Chi non è all’altezza della prova non lo sarà mai, chi lo è deve esserlo per sempre.
L’umanità non esiste, solo la perfezione e le oscenità devono rimanere nel tempo.
Chi è provato dal mondo e dalle delusioni può cercare di realizzarsi tentando di imboccare la strada più giusta.
Può cercare i legami.
Può piangere o mollare.
Oppure spararsi un colpo in faccia.
Luna

Cecità

cecità
Immaginate di non vedere più nulla, di colpo.
La vita si sbiadisce, scompare in un lampo e voi vi ritrovate da soli come in un deserto.

In preda all’ansia vi trascinate disperati tra un vicolo e un altro alla ricerca della verità.
Tornate a casa e non sapete se quella è casa vostra.
Toccate i vostri abiti e vi riscoprite bagnati e stanchi.
Camminate in mezzo al nulla, dove il poco è già troppo.
Cercate aiuto e trovate miseria.
Vi affidate ai vostri sensi e sentite solamente odori sgradevoli e il marcio che sa di umanità.
Ecco, io ho chiuso gli occhi e quello che ho visto è stato questo.
Lacune di morte, fiati sospesi nel tempo. Ore che volano.
Mani alla ricerca di mani. Carezze che si perdono nell’anonimato.
Violenza, tanta brutalità.
Poter cambiare le cose è impossibile, anche se sei il solo a vedere in un mondo di ciechi.
Si potesse ridurre di un attimo la sofferenza di una vita… si potesse acchiapare il tempo.
Ma niente di questo è realizzabile, le giornate si avvicendano e proseguono negli anni.
Poi d’un tratto la luce; riacquista l’anima e il vuoto, trasformandolo in universo.
Ci vedo. Ci vedo di nuovo.
Ma come dimenticare le brutture dell’uomo. 
Come riscoprire la serenità ceduta al dolore.
Non adesso, non ora che abbiamo visto veramente.
Come tornare alla vita dopo aver guardato con i veri occhi?
Dopo aver visto di cosa l’uomo è veramente capace, come si può ritornare alla ordinaria vita?
Come cancellare tutto?
Come continuare a vivere dopo aver conosciuto la morte nel cuore?
Come vivere nel silenzio dopo aver urlato di grida strazianti…

Luna

Nel guscio

guscio
“Mi ritrovai immerso in liquidi e parole.
Rimbombava la voce di mamma e lo sguardo innamorato di papà.

Sentivo ogni minimo passo, la partecipazione della donna in ogni gesto e movimento.
Percepivo la sicurezza della mamma quando parlava con un amico, intenti a creare quell’assurda storia.
Avvertivo ancora la paura in lei quando rimaneva sola e pensava ad un inquietante piano da mettere in atto con la partecipazione dello ZIO.
Quindi ho uno zio, fratello del mio papà.
Sento lui e la mamma avvolgersi, a volte, tra le lenzuola calde del letto nuziale.
Sento lui spingere dentro il corpo della mia matrioska qualcosa di caldo e pulsante, mi batte la testa e mi rende nervoso.
Sento la mia Trudy gridare forte, no, non voglio che facciano male alla mia mamma.
Il silenzio conquista attimi di leggera malinconia.
I miei genitori non stanno più insieme, questa è la verità.
Non mi sento triste perchè sono sicuro che troveranno un modo sano di crescermi insieme.
Tuttavia, percepisco ansia e tremori, il babbo non parla mai di me con Trudy.
Vogliono disfarsi del mio corpo dopo il parto? E della mia anima, che ne sarebbe?
Ho paura adesso. Ho il timore di vivere.
Voglio rimanere qui dentro, protetto da queste membrane e sostanze che io chiamo pareti.
Se ci penso bene è meglio restare qui, nel mio guscio forte.
La curiosità dell’esterno, in realtà, mi prende, a volte.
Vorrei tanto vedere il viso della mamma, sentire il calore delle sue braccia e, finalmente, scoprire la verità.
Perchè papà non torna a trovarla?
Perchè lo zio ha paura di rimanere con lei in città?
Cosa succede mamma? Il buio sta calando dentro le nostre viscere.
Il terrore ci confonde.
La speranza fioca, ormai ci abbandona.
Che accade mamma? Perchè tutto è vuoto?
La voglia di scoprirlo mi coglie dentro del tutto impreparato.
Mi preparo ad uscire. Sono felice di vivere da fuori.
Emozionato del domani.
E dopo il freddo e il sudore, finalmente la luce”.
Luna

L’insostenibile leggerezza dell’essere

leggerezzaDue anime tormentate e inquiete.
Leggerezza e utopia. Pesi di coscienze.
Rapporti stonati ed emozioni intense. Da vivere comunque. E sempre.
Quale leggerezza nelle parole! Quanta animosità, quanta purezza dei pensieri.
I rapporti tra gli uomini sono alquanto difficili e talvolta fanno soffrire e star male poichè i ricordi del passato appaiono più intensi della vita realmente condotta.
Le persone mancano quando muoiono e da vive riusciamo completamente a scordarle.
Gli attimi fuggiti via dalle mani riaffiorano pieni di nostalgia e struggente malinconia.
La vità può anche essere leggera, a volte.
Questo romanzo per me è stata una vera scoperta.
Erroneamente il titolo mi richiamava una lettura troppo complicata e piena di regole.
E invece, meraviglia. Lo stile è così perfetto che difficilmente riesco ad immaginare la stessa storia raccontata diversamente.
I personaggi sono secondari all’amore che vivono.
Sono ultimi rispetto alla loro storia e alle proprie idee.
Riesco a vedere un colore in ognuno di loro. Una testa diversa dalle altre.
Sono sfumature di uno stesso arcobaleno, ma dai riflessi tutti diversi e inconfondibili.
Prese di coscienza, forse questo è il senso della vita e dei rapporti.
Voli pindarici con una meta ancora da raggiungere.
Emozioni ed incanto. Verità che affiorano con il tempo.
E storie, anime vaganti alla ricerca della quiete.
Riparo che si trova solo col tempo e la pazienza di ricercare e scoprire.
Che la vita è un attimo in continua crescita.
Che nessuno è mai da solo.
Che a volte, da soli, si trova la propria strada.
Luna