Le braci

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Una scrittura che non avevo mai provato, certamente da scoprire.
Storia quotidiana. Due amici. Una donna.
Pagine e pagine di parole dove il tradimento si nasconde sotto un velo di malinconia.
Nostalgia dei tempi antichi. Anni in cui il bello era nell’oggi e il domani solo una speranza.
Nessuna ombra a coprire il tepore del tempo.
Prima di tutto, prima delle braci.
Fiamme nere che divampano nel cuore degli uomini rendendoli estranei.
Fiumi sottili di minuscoli attimi ancora da ricordare. E da vivere.
Tempi sterili di vendetta dove la fine è solo l’inizio.
Mi colpisce quel castello, la solitudine di un’era che si estingue nel vento.
Immagino ancora l’uomo che si trascina stanco tra la polvere  e il nulla.
Quieto in apparenza.
Selvaggio dentro.
Aspetta il momento della rivalsa temendo quasi la conferma dei propri pensieri.
Amo quel lento logorio del silenzio, quelle parole che scorrono veloci tra un bicchiere e i ricordi.
Un’anima circonda le esistenze passate.
I pensieri rimangono intrisi di eternità.
Perchè la morte, crudele, allontana il corpo che si è amato negli anni.
La sabbia sgretola i momenti insieme.
Ma nel cuore tutto rimane.
L’infinito dentro e fuori.
Attimi di leggera follia.
E gli ultimi momenti persi a futura memoria.
Luna

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Harry Potter e la maledizione dell’erede

 

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A Natale una favola ci vuole proprio.
E questa non è una storia come le altre.
Questa è davvero magica.
Maghi, intrighi. Dinamiche piuttosto strane e sorprendenti.
Tuffi nel passato e ritorni al presente.
Storie di straordinaria follia. Amicizia, amore.
So che molti lettori non amano Harry Potter. Neanche io ne ero attratta inizialmente.
Poi tutto è cambiato.
Ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho iniziato a capire il senso più profondo del racconto.
Perchè la vera magia non è riuscire ad inventare pozioni d’amore o a volare su una scopa.
Quello che ha dell’incredibile è vincere l’impresa più grande: creare l’amore.
E a Natale è come se i pensieri si facessero più grandi  e profondi.
L’anima ripercorre un anno vissuto intensamente.
La mia spesso si commuove. E si perdona.
I momenti difficili si dimenticano e tutto diventa più facile quando abbiamo accanto le persone che amiamo.
Si chiude la porta di casa e dentro rimane tutto quello che vogliamo: la nostra famiglia.
La nebbia che, a volte, avvolge i nostri cuori si dirada, disperdendosi nel tempo.
I momenti insieme diventano davvero preziosi e MAGICI.
Ormai la vita è tutta una corsa irrefrenabile, non c’è più tempo per una risata o una buona storia.
E invece io stavolta voglio soffermarmi.
Il rumore del vento, il freddo dell’inverno, la musica delle chiacchiere.
Ancora un altro Natale insieme.
E altri giorni, mesi da condividere.
Perchè la vita va avanti e non si recupera il tempo perduto.
E se fosse, davvero, per sempre Natale?
Ogni giorno sarebbe quello giusto da condividere.
E le ore, anche se tristi, volerebbero leggere.
Allora che sia, per tutti, un lieto, lietissimo giorno di festa.
Un sincero Natale di cuore a tutti noi.
Che la nostra anima possa trovare ristoro e conforto.
Con l’affetto di sempre.
Luna

Questo articolo fa parte del magazine natalizio ScrivereGiocando 2016.
Siete curiosi? Date un’occhiata!
http://www.scriveregiocando.it/natale16.html

 

L’abito di piume

piumeE’ come volare leggeri.
Una nuvola di piume in mezzo alle stelle.
A
li spiegate al vento al centro dell’eternità.
Amori interrotti bruscamente. Cuori spezzati.
Desideri annientati.
Speranze disattese. Futuro incerto.
Ritorno al paese. Alle origini.
Quando si è devastati nell’anima l’unica cura possibile è la casa.
Ridisegnare i contorni della passata esistenza, vissuta, e ricollocarvi la propria vita.
Sudore freddo, acerbo. Colori caldi.
Vecchi legami ritrovati nel tempo.  Cibi gustati con uomini gentili e complicati.
Incidenti. Morte. Rinascita.
Pensieri attenti, allertati dal mistero.
Ricordi che riaffiorano lentamente agganciati al filo dell’eternità.
Il racconto è abbastanza semplice, mai banale.
Un cuore infranto ha sempre bisogno di ricominciare.
L’amore completa l’esistenza che si sente assente al mondo.
Un paese è dove si ritorna per riprendersi la lasciata serenità.
Il passato rimane ancorato alla memoria e viene ritrovato, immancabilmente, tra quei paesaggi dispersi nella memoria.
I volti amici si accendono di gioia. la malinconia rientra al proprio posto.
Tutto torna pulito come prima.
Mentre si ha voglia di ricominciare insieme.
E da soli.
Luna

 

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

downloadLui ha incontrato il generale Franco, il Presidente Truman, Song Meiling, Jiang Qing e il marito Mao Tse – tung, Churchill, il compagno Stalin, il primo ministro nordcoreano Kim Il-sung, il Presidente de Gaulle, il presidente Johnson e una quantità indescrivibile di generali e amici.
Che dire, un uomo straordinario!
La cosa più interessante è il suo totale disinteresse per la politica e qualsiasi schieramento.
Mentre nel mondo divampa la guerra.
Allan ha sempre condiviso con le autorità e gli uomini che gli venivano presentati un’unica cosa: la sua passione per gli esplosivi.
E di salti in aria ce ne sono stati tanti. In primis la sua casa.
Poi il gommista, il suo amico spagnolo, i container della ferrovia. E tanti altri ancora.
L’amore non lo ha mai accompagnato nel corso della sua vita.
Forse per mancanza di tempo. O di concentrazione.
Ma alla fine lo ha trovato. A cent’anni compiuti!
E gli amici, un’eterna delusione.
Tutti morti o fatti a pezzi in sua mancanza.
Se non consideriamo i gentili signori premurosi e attenti ad invitarlo alla propria tavola.
Innumerevoli direi.
Ma non pensiamo al passato. Andiamo al presente.
Un vecchietto ha bisogno di riposo e tranquillità.
Godere i giorni che rimangono con serenità e affetto.
E un goccetto….
Questo porterà una banda scatenata, capitanata da un centenario davvero unico,  a far fuori un’intera gang di assassini e a diventare ricchi.
Tutto questo in un solo libro.
Mi esce il fumo dalle orecchie mentre cerco di ricordare tutti i personaggi incontrati in quel viaggio.
Mentre una sana risata esplode nell’aria accompagnata da una forte esclamazione: “caspita, incontrarlo un nonnino così!!!”.
Luna

 

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 13.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

tazakiLeggerezza e intensità. Parole – chiavi di questo immaginario racconto.
Immaginario e reale. Parallelo e moderno.

Far sentire ad ogni parola la sofferenza provata da un personaggio, questo secondo me è davvero essere uno scrittore.
Perchè quel dolore sono riuscita a sentirlo anch’io insieme a lui. E mi è rimasto dentro.
So bene cosa significa perdere un amico caro. Ma perderne quattro è davvero troppo.
Per questo Tazaki decide di lasciarsi morire. Perchè non riesce a sopportare tutto questo.
E invece accanto a lui andremo alla ricerca del tempo perduto. Qualcosa che non può più essere recuperato, ma che rimane dentro insieme ai ricordi.
Scopriremo la verità. Farà male, ma avrà il gusto della libertà e della malinconia.
Vedremo come uomini con sei dita riusciranno a suonare il pianoforte della loro esistenza e come amici senza storia scompariranno nel silenzio e nella miseria della vita.
Capiremo con lui che nel mondo si deve andare avanti anche se dentro si ha voglia di arrendersi.
Sogneremo l’amore in tutte le sue forme e piangeremo quando ci prenderanno in giro comunicandoci la verità.
E avremo bisogno di tempo. Per capire e perdonare.
Si tratta di un viaggio che richiede molte energie ed estremo coraggio.
Sorprendendoci come anni e “anni di pellegrinaggio”, in realtà, si riassumono in molto poco.
Luna

Due anni intensi e magici. Con tutti voi.

La piramide del caffe’

caffeLetto tutto d’un fiato. Emozionante ed intenso.
Non conoscevo questo giovane autore ed il suo stile mi ha fatto letteralmente impazzire.

Semplice, strepitoso. Me ne sono innamorata.
Che dire della storia. Lineare e chiara.
Un orfano con la voglia di cambiare vita, inizia a lavorare in una nota caffetteria di Londra.
Le dinamiche sono sempre quelle: lavoro, gentilezza, capacità e voglia di capire.
Perchè un bambino che è stato lontano dal mondo non può immaginare fino in fondo cosa si cela dietro al consumismo e alla globalizzazione.
In fondo non lo sappiano neanche noi.
Imi si accorgerà, piano piano, quanto può essere crudele il mondo e come sia pronto a travolgere chi non sa misurarsi con esso.
Una delicatezza avvolge ogni parola scritta e letta.
La tenerezza riempie le voglie e inonda i sensi.
Mentre sfoglio silenziosa quelle pagine ho come uno spiraglio nel petto. Un soffio sottilissimo mi avvolge il cuore e mi fa commuovere ad ogni passaggio.
Le vite degli altri mi coinvolgono fortemente e mi colgono impreparata.
E spero sempre che arrivi il lieto fine. Lo aspetto violentemente.
Infine eccolo, lui. La gioia esplode dentro me mentre auguro ogni bene ed un radioso futuro.
Ma penso e ripenso ancora.. al lieto fine.
In fondo non è davvero questo l’importante.
Perchè per un uomo che si salva, mille altri bambini rimangono soli.
Che potere possiamo avere in tutto questo.
Come fermare questo grande dolore.
E forse aprire una caffetteria non è davvero la soluzione.
Ma può essere la svolta tanto attesa.

Luna