L’uomo dei cerchi azzurri

vargasLeggere un giallo disinteressandosi totalmente del finale, è stata per me un’esperienza unica e stranamente stimolante.
In questa indagine inquietante e silente, l’unica cosa che interessa veramente è capire il pensiero di questo curioso commissario, entrando nei suoi ragionamenti e nelle sue buffe interpretazioni.
Inutile dirlo, è davvero impossibile.
Che poi la cosa bella è ritrovarsi fra colleghi disponibili e attenti.
In commissariato appaiono tutti ben disposti a venirsi incontro, noncuranti della mania di Jean Batiste di disegnare foglie in un quaderno alla ricerca della soluzione esatta del caso.
Difficile immaginare la faccia dei poliziotti quando l’unica risposta possibile che riescono a tirar fuori dal proprio capo è “non lo so”.
Quando tutto richiama la voglia di certezza e soluzione, ecco che questo strano omino si muove silenzioso, aspettando che l’assassino si trovi a portata di mano.
Buffo davvero.. e in più non fa nemmeno ridere.
Eternamente innamorato della sua Camille…. un uomo che va a letto con tutte, pur di cercare un modo per dimenticare.
Mica ci riesce. Classico direi.
E quando sembra di aver capito veramente, la realtà è diversa da quella che appare.
Dialoghi pungenti e freddi.
Verità nascoste e negate.
Sogni infranti che spariscono alla luce del giorno.
Un velo di malinconia che fa riflettere.
E poi all’improvviso la fine. La luce che appare all’orizzonte e tutto si distende.
E i pensieri allora volano in alto…
Al dolce “tesorino” che forse si negherà per sempre.
E una vita spesa nell’attesa. Del domani.
Luna

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100 thoughts on “L’uomo dei cerchi azzurri

  1. Solitamente leggo i gialli perchè, in qualche modo, mi rilassano e un po’ mi incuriosisce questo da te citato, però mi sembra che emerga l’aspetto cervellotico più che la trama del giallo e questo mi scoraggia.

  2. Con le tue recensioni sai suscitare tanta curiosità in chi ti legge… Sembra curioso questo giallo, non foss’altro che solo per la figura un po’ sui generis del commissario… Brava!
    Buona serata, Luna!
    Un bacio,
    Luca

  3. aspetto di leggere le tue recensioni più di quanto aspetti di leggere il libro che recensisci!
    è un racconto nel libro il tuo, mi piace molto il tuo modo di scrivere e l’anima che ci metti 🙂
    grazie!

  4. Cara Luna, ho letto tutti i libri della Vargas e questo è certamente uno dei migliori. Se ti è piaciuto il commissario Adamsberg, ti consiglio di leggere anche gli altri, non resterai delusa. Ogni giallo è diverso dagli altri, come ambientazione e temi, unico punto fermo il nostro investigatore con la testa tra le nuvole. Bella recensione, a presto!

  5. Bella recensione, molto intrigante. Ho letto “L’uomo dai cerchi azzurri” è l’ho trovato il miglior prodotto della scrittrice francese, almeno tra quelli capitati nelle mie mani

  6. Mi manca Adamsberg! Ho letto praticamente tutta la serie, tranne l’ultimo e anche gli altri tre con gli Evangelisti non sono male… Gialli atipici, ma con personaggi interessanti, che a me hanno appassionato 🙂

  7. Ho provato a leggere un libro della Vargas,credo che fosse “La cavalcata dei morti”,l’ho abbandonato per noia.
    Proverò a leggere questo che stai recensendo sperando che mi prenda come ha preso te!
    Ciaoooooo
    liù

  8. Adoro i gialli, sono stato per molti anni un assiduo lettore e lo ritengo un genere letterario molto particolare, assolutamente non di secondo piano, come molti credono.

    Come sempre molto interessante e intrigante la tua recensione. 🙂

  9. Cara Luna, sei sempre preziosa con le belle recensioni
    Appena finisco il mio “tour”, spero, di ricominciare a prendere un libro in mano e ovviamente leggerlo
    Ti auguro un felice week-end
    Gina

  10. Ho conosciuto i romanzi di Fred Vargas nel 2008 quando ero ricoverato per fare esami diagnostici, e i miei colleghi mi portarono un paio di romanzi di questo sconosciuto autore… che mi è piaciuto subito! Figurati la sorpresa quando ho capito che si tratta di una scrittrice e non di uno scrittore.. che dire.. mi sono piaciuti tantissimo, lo stile è formidabile e i personaggi credibili.. a meno di stravolgimenti nella critica, anche questo romanzo sarà un successo 🙂

  11. Quando leggo le tue recensioni perdo un po’ di vista l’oggetto di cui si parla, distraendomi seguendo le parole, il ritmo, il suono.
    Se non ci fosse di tanto in tanto un periodo più lungo degli altri, mi sembrerebbe di avere a che fare con una poesia…

  12. Ho letto tre libri della serie di Adamsberg e questo è uno di quelli: Vargas ha un modo di scrivere e di raccontare le storie che a me piace molto! Ne ho parlato sul blog, se ti va.
    Il tuo post è molto evocativo e incuriosisce senza svelare! Perfetto! 🙂

  13. La particolarità che mi colpisce è proprio quel non aver bisognp di attendere il finale, che mi fa pensare a qualcosa di incredibilmente trascinante dall’inizio alla fine. Grazie per la segnalazione e buona nuova settimana cara, ti abbraccio ♥

  14. Io sin da bambina sono stata un’amante accanita dei gialli e quando pochi anni fa lessi “un po’ più in là sulla destra” rimasi ammaliata dallo stile della Vargas! Quell’ironia sottile mette i puntini sulle i, in delitti che spesso paiono essere talmente assurdi e che invece, poi, diventano così reali.. Questo non l’ho letto ma mi hai incuriosita! Dovrò recuperare 🙂

  15. della Vargas ho: “Parti in fretta e non tornare”
    l’avevo preso prima di partire per Parigi ma ho finito per non leggerlo… magari sarà nel prossimo ten books project…

    buona giornata
    emanuele

  16. bellissimi i libri della Vargas… e Adamsberg è veramente eccezionale: insieme a Danglard, Veyrenc e Retancourt… mi tengono compagnia da diverso tempo ed è bello ogni tanto andare a rileggerli, un po’ come andare a trovare dei vecchi amici 🙂

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